Biodigestore di Chianche, anche Feudi di San Gregorio esprime contrarietà: errore strategeico clamoroso per il territorio.

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Anche i Feudi di San Gregorio prendono posizione contro la costruzione del biodigestore di Chianche. L’azienda di Sorbo Serpico simbolo dell’enologia Irpinia, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per l’unicità dei vini prodotti, si dice contraria alla costruzione dell’impianto trattamento rifiuti in uno degli otto comuni del Greco di Tufo Docg. Scelta ritenuta altamente nociva per una delle poche eccellenze dell’Irpinia e dell’economia locale. La caparbietà del sindaco Carlo Grillo rappresentante della piccola comunità chianchese di 400 abitanti, supportato dalla Regione Campania ed in particolare dal Governatore Vincenzo De Luca, nel voler procedere alla relizzazione dell’impianto ha messo in allarme i sindaci della zona, associazioni ambientaliste ed i produttori vitivinicoli.

In linea con la posizione già chiaramente espressa dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia, Feudi di San Gregorio esprime la sua piena adesione al Comitato nato per contrastare l’installazione a Chianche di un biodigestore per il trattamento di rifiuti solidi urbani organici.

“Come già ricordato dal Presidente del nostro Consorzio, occorre tutelare l’area Docg del Greco di Tufo, vera eccellenza internazionale dell’Irpinia” sottolinea Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio.

“In questi anni noi produttori abbiamo investito tantissimo per far conoscere il nostro territorio e farlo visitare, raccontando come e dove nascono i nostri vini. Non si tratta di una battaglia ambientale “di retroguardia” ma della volontà di continuare a far crescere una filiera economica che ha ancora prospettive importantissime di sviluppo e che in Irpinia beneficia oggi di un contesto naturale unico. In un mondo in cui tutti i territori vitivinicoli lavorano per presentarsi al meglio ai consumatori, sarebbe un errore clamoroso e probabilmente non recuperabile procedere con questa iniziativa”

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