C’è tanta Irpinia nei Luoghi del Cuore FAI.

0
452

Luoghi del cuore è un modo di dire entrato ormai nel lessico comune e utilizzato abitualmente per indicare luoghi unici, una mappa variegata e sorprendente formata da siti per noi speciali perché legati alla nostra identità e alla nostra memoria. Piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, questi luoghi emozionano e raccontano la nostra storia personale: un sogno, una scoperta, una gioia, un rifugio. Vederli in stato di degrado o di abbandono, senza la cura necessaria a proteggerli o un’adeguata valorizzazione per farli conoscere, ci rattrista, ci ferisce ma ci fa anche impegnare e lottare per offrirgli un futuro. Così il Fai nella introduzione del censimento.

L’eccezionale risultato di più di 2 milioni di voti raccolti – un traguardo mai raggiunto negli oltre 15 anni di storia del censimento – e le classifiche definitive dei luoghi più votati della 9ª edizione de I Luoghi del Cuore sono stati annunciati il 6 febbraio 2019. Un successo che testimonia l’amore e l’impegno che moltissimi Italiani condividono per la bellezza del nostro Paese. I 37.200 luoghi oggetto di segnalazione costituiscono una preziosa mappatura spontanea di luoghi tanto diversi tra loro quanto amati, fatta di paesaggi e di palazzi storici, di chiese e di fiumi, di castelli e di borghi, di ville e di botteghe storiche, di giardini e di sentieri, che rende “visibile” il sentimento profondo che lega le persone ai territori dove vivono o dove hanno vissuto esperienze importanti della loro vita.

Al primo posto Montepisano, al sesto i vicini laghi di Monticchio, nella foto copertina. 115esima posizione per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, Caposele-Leuca. Si tratta di un buon auspicio, più che altro, per un’opera da terminare. Si tratta un itinerario narrativo – scrive il Fondo ambiente italiano – unico nel suo genere che attraversa tre regioni del Sud (Campania, Basilicata e Puglia), mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati della penisola: Alta Irpina, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria, Arneo ed entroterra del Salento. Ed ancora Capocastello, a Mercogliano, al 213esimo posto.

Capocastello presenta un fascino immutato nel tempo, con diversi lasciti architettonici da ammirare tra cui il suggestivo castello medioevale, distrutto da un tremendo incendio nel 1656 e di cui oggi sono visibili i ruderi, in passato restaurati ma purtroppo lasciati all’incuria totale da diversi anni. Oggi è possibile ammirare solo una torre e parti della cinta muraria. Delle cinque porte, l’unica superstite è la Porta dei Santi che nella parte superiore mostra un affresco raffigurante S. Modestino, S. Fiorentino e S. Flaviano. La porta detta anche Porta Maggiore segna l’ingresso all’antico Castello e chiudeva la cortina muraria che un tempo circondava il borgo…

LASCIA UN COMMENTO