Depuratore di Nusco, Asi e Cgs precisano.

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Arrivano i chiarimenti da parte di Asi e Cgs dopo le denunce dei carabinieri intorno all’impianto di depurazione a Nusco. Laura Crisci, in qualità di delegato ambientale per gli impianti di depurazione consortili del Consorzio ASI di Avellino, e Ivano Spiniello, in qualità di Responsabile tecnico degli impianti di depurazione consortili per conto del gestore CGS, precisano:

– l‘ispezione dei Carabinieri della Stazione Forestale di Bagnoli Irpino, coaudiuvati dall’ARPAC di Avellino, all’ impianto di depurazione di Nusco è avvenuta per effetto di una segnalazione da parte di un comitato ambientale di Lioni preoccupato per una anomala colorazione e schiumosità delle acque del torrente Iemale,

i risultati delle analisi sul campione di acque reflue prelevato dall’ARPAC hanno rilevato parametri caratteristici per ciò che attiene le schiume – il cui eventuale inquinamento è indicato dal parametro tensioattivi totali – e il colore del tutto conformi ai limiti di legge;

i risultati delle analisi sul campione di acque reflue prelevato dall’ARPAC hanno rilevato un superamento dei parametri cloro attivo libero e saggio di tossicità acuta, esito che per legge deve essere trasmesso dall’ARPAC alla Procura della Repubblica, e che è stato già contestato dal gestore dell’impianto nelle opportune sedi per ragioni tecniche.

Inoltre, si rappresenta che il superamento dei parametri cloro attivo libero e saggio di tossicità acuta non ha influenza sulla presenza di schiume e sul colore che sono invece influenzati dai parametri tensioattivi totali e colore, risultati conformi. Le schiume menzionate infatti sono dovute ad un fenomeno idraulico dovuto ad uno stramazzo tra il punto di scarico delle acque e il pelo libero del corpo idrico superficiale con dislivello di circa 1,5 m che comporta appunto la formazione di fenomeni schiumogeni all’impatto delle acque.

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