Aree interne, scontro tra Regione e sindacati.

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E’ scontro tra Francesco Todisco, delegato del governatore De Luca alle Aree interne, e i sindacati Cgil, Cisl e Uil della provincia di Avellino. Il giorno dopo la prima riunione del Tavolo programmatico delle Aree interne, guidato proprio dall’ex consigliere regionale e convocato ieri ad Avellino, infuria la polemica. Si litiga sul Tavolo, cioè su chi debba farne parte, su chi debba essere invitato alle discussioni. Su chi dovrebbe avere la titolarità a parlare dell’argomento.

Subodorando la polemica, Todisco ieri aveva messo già le mani avanti e aveva spiegato: “Credo debba farsi una distinzione tra quello che devono fare le istituzioni e i sindacati. Questo è un tavolo istituzionale. Quando si tratteranno singole proposte noi ci confronteremo con tutte le forze sociali e sindacali”. Un’affermazione che evidentemente non ha soddisfatto i tre segretari provinciali (Fiordellisi, Melchionna e Simeone). Da parte loro una dura nota nella quale si sottolinea, tra le altre cose, che martedì 22 ottobre si avvierà il percorso tra Governo nazionale e sindacati delle province di Avellino e Benevento per un tavolo (un altro!, ndr) per la programmazione negoziata sulle Aree interne. Una proposta di cui la triade sindacale si era fatta portavoce direttamente con il presidente del Consiglio Conte in occasione della sua visita in Irpinia. Il tutto bollando l’iniziativa firmata Todisco come una mera operazione elettorale.

“Il percorso individuato con il Governo per l’attivazione di un Tavolo per la “Programmazione Negoziata” per le Aree Interne, specificatamente Irpinia Sannio, riteniamo possa essere la strada vera e credibile per provare ad uscire dall’isolamento in cui versano le nostre comunità. Purtroppo in questi giorni in Campania ed ad Avellino in particolare, ma non si è risparmiata nemmeno Benevento, si assiste ad iniziative che hanno il sapore della divulgazione strumentale (viste anche le proiezioni delle candidature regionali), che già hanno prodotto lo stato di difficoltà in cui versano le nostre realtà territoriali, e che ora promettono grandi attenzioni che sino ad oggi non hanno trovato spazio nemmeno nelle agende politiche dei Governi locali”, scrivono i sindacati.

Pronta la replica del delegato di De Luca che sui social dice: “Leggo stamane una nota assai scomposta e con qualche punta di volgarità da parte dei sindacati irpini che parrebbe essere indirizzata al sottoscritto. Una volta il sindacato aveva il coraggio di fare nome e cognomi, ora pare di no. Me ne dispiace molto perché ho un rispetto assoluto del ruolo del sindacato. Dietro questa cosa, inutile nasconderlo, c’è un attacco politico più che sindacale”. Todisco ribadisce il senso del tavolo riunito ieri (leggi qui). Poi aggiunge: “Ieri ci siamo riuniti, per la prima volta dopo l’istituzione per decreto, per darci un’agenda di lavoro. Da questo momento in poi può iniziare un lavoro di “concertazione” con le parti sociali. Ve lo immaginate un luogo che debba decidere qualcosa che debba riunirsi ogni volta alla presenza dei Sindacati, di Confindustria e poi delle associazioni di categoria dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura, delle imprese piccole, medie, grandi, dei consumatori e così via? Un organismo inutile che non avrebbe capacità decisionale ma che soprattutto confonderebbe il ruolo fra ciò che dovrebbero fare la Regione e gli enti locali interessati e ciò che dovrebbero fare le parti sociali. Tutt’altra questione è il dovere da parte mia di attivare un confronto con queste e lo farò, perché avverto di farlo come cosa giusta ma all’interno di questi binari. Oltre tutto, ai tre segretari irpini che parlano, non so con quale interesse, di candidature e robe varie, sfugge completamente un punto e cioè che l’area di programmazione di interesse del Tavolo non è la sola Irpinia, ma è molto più vasta, al punto tale che l’interlocuzione con le parti sociali non può riguardare solo quelle irpine ma è di carattere regionale. Dunque, hanno pensato bene di escludere le loro confederazioni regionali, cosa che ovviamente io non farò. Che dire? La democrazia non sta tanto bene: che i partiti stiano male si sa, ma che pure i sindacati, o meglio che alcuni segretari confederali, vivano di polemicuccia dal sapore prelettorale piuttosto che di confronto, nel rispetto reciproco delle funzioni, rigoroso sulle questioni fa molto male. A me tocca superare ogni incomprensione e sono disponibile sin d’ora, avendo chiarito il mio pensiero su ruolo e funzioni, a dialogare con le rappresentanze regionali e provinciali dei Sindacati. A presto, dunque, e facendo finta di non aver letto tutto quel che c’è dietro, perché mi interessa solo ed esclusivamente costruire insieme proposte buone e realizzabili per le nostre comunità”.

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