Cantieri, lavoro nero, Di Capua (CGIL) invita all’unità.

0
167

«Per contrastare in maniera efficace il lavoro irregolare nei cantieri è necessario perseguire obiettivi comuni: senza condivisione d’intenti il sommerso dilagherà».

Il segretario della Fillea Cgil per Avellino e Benevento, Antonio Di Capua, rivolgendosi ai presidenti degli ordini professionali chiede unità e comunità d’intenti in occasione del secondo dei tre convegni, dal titolo «Nuovi adempimenti per il contrasto al lavoro irregolare nel settore edile», in programma domani alle 16 presso il Centro sociale di Vallesaccarda. Il terzo e ultimo appuntamento si terrà il prossimo 28 marzo alle 16 all’auditorium di Ariano Irpino. L’iniziativa è promossa da Centro per la formazione e la sicurezza in edilizia (Cfs) di Avellino, Cassa edile di Avellino e ordini professionali per discutere della legge regionale 6 del 2016.

Nel primo incontro, che s’è tenuto presso il Carcere borbonico di Avellino martedì scorso, i presidenti degli ordini degli Architetti, Ingegneri e Geometri di Avellino – Fulvio Fraternali, Antonio Fasulo e Gennaro Prevete – hanno espresso perplessità sulla normativa regionale sostenendo un’eccessiva burocratizzazione e sollevando dubbi sul ruolo del direttore dei lavori che, in applicazione della legge, sarebbe gravato di troppe responsabilità.

Di parere opposto, Antonio Di Capua. «Il direttore dei lavori – sostiene il sindacalista – è un pubblico ufficiale all’interno del cantiere: il suo compito è, dunque, anche quello di vigilare e monitorare quotidianamente i lavori». Quindi, nel dettaglio della legge entrata in vigore ad aprile dell’anno scorso, Di Capua spiega: «Si tratta di un provvedimento direttamente collegato alla Legge regionale di stabilità per l’anno 2016, che al titolo quinto, articolo 21, richiama esplicitamente il contrasto al lavoro irregolare nel settore edile. Dunque, come già nel pubblico, anche nei cantieri privati, il direttore dei lavori è chiamato a svolgere un ruolo centrale gestendo i processi più importanti: dall’acquisizione delle denunce di inizio lavori alla trasmissione di dati per via telematica al Cfs. Fondamentale è l’azione di controllo durante l’esecuzione delle opere per verificare la presenza in cantiere delle imprese e del personale autorizzato».

Allora, conclude Di Capua, «dobbiamo tutti insieme, sindacati, Cfs, Cassa edile, Ance e ordini professionali, impegnarci affinché la normativa sia, finalmente, applicata con rigore. Soltanto così potremo arginare, prima, e debellare, poi, il fenomeno del lavoro nero e, nello stesso tempo, assicurare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».

LASCIA UN COMMENTO