IIA, Di Maio propone ingresso di Invitalia. Sindacati tiepidi:

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«Si avvicina una soluzione» per la ex Breda Menarini Bus e l’ex Irisbus, oggi Industria Italiana Autobus. Lo affermano fonti ministeriali, a proposito del tavolo di crisi in corso al Mise dove è presente, il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio. Il governo – spiegano le stesse fonti – è pronto a far entrare Invitalia nella compagine sociale con un nuovo socio privato per arrivare ad una soluzione definitiva che consenta stabilità del lavoro per gli stabilimenti di Bologna e Flumeri (Av) e lo sblocco degli investimenti e faccia ripartire la produzione sul territorio nazionale con le commesse affidate a Breda Menarini bus. Invitalia – proseguono le fonti del Mise – sarebbe pronta ad entrare in azienda con il fondo pmi Sud e con Finmeccanica avrebbe il 51% delle quote insieme ad un altro investitore privato interessato. L’attuale proprietà, Industria italiana autobus dell’imprenditore Del Rosso, sarebbe pronta a fare un passo indietro. (fonte Ansa)

Una soluzione che trova conferma anche nelle dichiarazioni della deputata irpina del M5S e capogruppo in Commissione XI Lavoro pubblico e privato alla Camera, Maria Pallini presente questa mattina all’incontro, presso il Ministero dello Sviluppo economico, tra il Governo, l’Industria Italiana Autobus e i rappresentanti sindacali.

«E’ stato affrontato il nodo dello sblocco dei finanziamenti da parte di Invitalia, sui cui il nostro ministro Luigi Di Maio ha dato ampie rassicurazioni. I fondi verranno fatti partire per garantire l’attività produttiva dell’azienda di Flumeri nella quale si prevede anche l’ingresso di un altro soggetto privato che dovrebbe affiancare l’attuale proprietà. Con grande senso di responsabilità- spiega Pallini- inoltre, il Mise si farà carico di cercare soluzioni per prorogare gli ammortizzatori sociali in scadenza a dicembre a tutela dei lavoratori. Infine, un altro importante passaggio è stato fatto sulla necessità che la IIA produca in loco, quando andrà a pieno regime. Questo nel rispetto dei contenuti del recente Decreto Dignità che scoraggia le delocalizzazioni al fine di rilanciare l’occupazione e lo sviluppo in Italia. Da irpina non posso che essere soddisfatta perché l’incontro di oggi ha dimostrato ancora una volta la vicinanza di questo Governo al mondo della produzione e del lavoro in Italia e, in questo caso, in Campania».

«La proposta del Ministro Di Maio non è la nostra soluzione, ma può essere una soluzione». E’ quanto affermano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, Bruno Papignani, segretario generale Emilia Romagna e Sergio Scarpa, segretario generale Avellino che questa mattina hanno partecipato al tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza Industria Italiana Autobus, che coinvolge i due stabilimenti di Bologna, ex Bredamenarini e Flumeri ex Irisbus. All’incontro ha partecipato il Ministro Luigi Di Maio che ha illustrato la proposta del Governo per dare una svolta alla reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori dei due stabilimenti (leggi qui).

«La soluzione prospettata dal Ministro prevedrebbe l’ingresso di Invitalia con un fondo per le piccole e medie imprese del sud e un nuovo socio privato non del settore ma affine. Il Ministro ha spiegato che la compagine Invitalia, Finmecccanica e nuovo socio privato avrebbe più del 50% del capitale e l’amministratore Del Rosso diventerebbe socio di minoranza. La Fiom – spiegano i segretari- ha chiarito che la posizione assunta dall’inizio della vertenza e che conferma a maggior ragione oggi è che si raggiungesse un nuovo assetto societario a maggioranza pubblica. La Fiom prende atto della strada presa dal Ministero sugli assetti societari, che nella loro articolazione saranno resi noti dopo gli approfondimenti che dovrà realizzare Invitalia. La Fiom si riserva di valutare con i lavoratori i nuovi assetti e il conseguente piano industriale e occupazionale, ma sin da subito è indispensabile far tornare le produzioni dalla Turchia all’Italia. Il ministro ha chiarito che il primo obiettivo è produrre in Italia». Affrontati anche i nodi relativi allo stato strutturale dei due stabilimenti e agli ammortizzatori sociali in scadenza per le tute blu di Valle Ufita. «Il ministro ha risposto che è già in corso una verifica sugli ammortizzatori sociali per trovare una soluzione che garantisca i lavoratori interessati.

Riguardo ad Avellino c’è anche un problema rispetto al funzionamento dello stabilimento, in quanto i sei milioni di euro stanziati in precedenza non sono stati risolutivi, mentre a Bologna ad oggi non ci sono stati investimenti. Altra questione legata alla vertenza è l’incentivo da parte del Governo al cambio dei mezzi destinati al trasporto pubblico locale in Italia per rilanciare la produzione negli stabilimenti, favorendo al contempo la realizzazione di autobus ad alimentazione elettrica» aggiungono i rappresentanti Fiom. Reindustrializzazione, occupazione e rilancio produttivo: sono queste le tre proposte della Fiom Cgil «la combinazione delle lotte e dell’intelligenza dei lavoratori dei due stabilimenti ha avuto la forza di portare l’attenzione su questa vertenza, nelle prossime settimane saremo impegnati nella verifica del percorso annunciato oggi dal Mise».

Plaude alla possibilità di proroga degli ammortizzatori sociali la Uilm. «Nell’incontro tenutosi stamane al Ministero dello Sviluppo economico, il Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio ha dichiarato che Invitalia è pronta ad intervenire nel capitale di Industria italiana Autobus, così da fornire la liquidità necessaria a far ripartire la produzione nei due stabilimenti di Avellino e di Bologna, e che è già stato individuato l’ulteriore investitore privato necessario al perfezionamento dell’operazione. Del terzo investitore si sa che è industriale e che è italiano, ma sul suo nome c’è ancora un vincolo di riservatezza» afferma Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto ed elettrodomestici.

«Con questo intervento del Governo – spiega il sindacalista – si riaccende la speranza per una vertenza che sembrava quasi disperata poche settimane or sono. Confidiamo che i tempi della ricapitalizzazione siano rapidi e in ogni caso chiediamo alle Istituzioni di vigilare sull’effettivo ritorno delle produzioni dalla Turchia all’Italia. Al prossimo incontro, che si dovrebbe tenere a fine mese, ci aspettiamo di poter condividere un nuovo piano industriale, tanto più che cambierà la governance di Industria italiana Autobus, con Invitalia, il nuovo investitore privato e la già presente Leonardo insieme proprietari di più del 51%. Importantissima – conclude Ficco – è stata infine la affermazione del Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio di voler procedere ad una più generale revisione dei limiti posti agli ammortizzatori sociali da parte del famigerato Jobs Act. Speriamo che ciò accada, perché su molti tavoli di crisi il superamento del limite del 31 dicembre 2018, posto dal d.lgs. 148/2015 per le imprese che fanno ricorso in modo continuativo a cassa o a solidarietà, permetterebbe difatti di scongiurare chiusure e licenziamenti».

“Reputiamo la proposta del Governo per la reindustrializzazione e la rioccupazione dei lavoratori degli stabilimenti di Industria Italiana Autobus un valido punto di partenza, ma la nostra attenzione sulla vertenza continuerà ad essere elevata fino a quando vedremo finalmente ripartire la produzione negli stabilimenti della ex Irisbus di Flumeri (Av) e della ex Bredamenarini di Bologna”.

Lo dichiara il Coordinatore nazionale Cisal Metalmeccanici, Giovanni Centrella, a margine del 1° Meeting dell’Enbiform, Ente bilaterale di Anap e Selp, a proposito del tavolo di crisi al Mise con il ministro Luigi Di Maio.
“In vista del prossimo incontro che si dovrebbe tenere alla fine di luglio – spiega il sindacalista – ci aspettiamo ulteriori rassicurazioni sui due nodi della vertenza che fino ad oggi hanno destato maggiori preoccupazioni ovvero lo sblocco dei finanziamenti da parte di Invitalia per garantire la ristrutturazione degli stabilimenti e la ripresa dell’attività produttiva e l’imminente scadenza, a dicembre, degli ammortizzatori sociali”.

“Riguardo l’ingresso di un altro soggetto privato che andrebbe ad affiancare l’attuale proprietà, – continua Centrella – ci riserviamo di conoscere ulteriori dettagli, ma il nostro auspicio rimane quello di poter finalmente analizzare un piano industriale che riporti la fabbricazione di autobus in Italia e la produzione a pieno regime, anche in vista – conclude – della opportunità di realizzare mezzi ad alimentazione elettrica da destinare al trasporto pubblico locale”.

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