Red Canzian con sua figlia Chiara venerdì 7 a Montoro per presentare il suo libro ed assaggiare il Fiano DOCG vegano.

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Venerdì 7 aprile alle 19.30 Red Canzian, storico bassista dei Pooh, presenta presso il ristorante Casa Barbato (Via Padula, Montoro, Avellino, info a 347 3694056 – 0825 1728592 casabarbato@agricolagaia.it), il volume “Sano, vegano, italiano”, con le storie della sua svolta vegana e le ricette, scritte a quattro mani con la figlia Chiara, che cucinerà la cena per gli ospiti della serata.

In quella occasione, il celebre musicista e sostenitore del veganismo degusterà in esclusiva “Isca“, il primo vino Fiano di Avellino D.O.C.G. vegano e solidale.

“Isca”, dotato di certificazione Vegan Ok, rappresenta la seconda annata della produzione vitivinicola della Fattoria Sociale Gea Irpina di Isca delle Donne (via Ventole SNC, Pratola Serra, Avellino).

“Isca” vegano, nato dalla sinergia di psicologi e contadini, volontari e persone nel disagio, è vinificato da Vigne Irpine a cura dell’enologo Domenico Polzone, e arricchisce la filiera della fattoria, che già vanta produzioni di qualità come i piccoli frutti, le ortive di stagione, le marmellate artigianali, il mosto cotto, le conserve. I proventi dei prodotti, tutti coltivati a chilometro zero, sono interamente destinati a sostenere le azioni della fattoria sociale. I prodotti sono acquistabili mediante distribuzione diretta in fattoria.

“Sano, vegano, italiano” (Rizzoli, 2017) è il quarto volume firmato dal bassista dei Pooh, Red Canzian, ed è stato completato mentre la storica formazione rock italiana era impegnata nell’allestimento di “Reunion – L’ultima notte insieme 2016”, la tournée dello spettacolo che celebrava i 50 anni della band. «Il libro – ha dichiarato l’artista – nasce dal desiderio di parlare di veganismo con gentilezza, senza integralismi. Sono vegano perché credo che sia il metodo più corretto e buono per interpretare il nostro passaggio sul pianeta. Buono per gli animali, buono per la nostra salute e buono per l’ambiente, che viene devastato dagli allevamenti intensivi». Il volume è scritto a quattro mani con la figlia Chiara che ne firma le ricette, un felice tentativo di coniugare la tradizione della cucina italiana con la scelta di rinunciare a qualsiasi componente di origine animale nella dieta.

Il Fiano di Avellino D.O.C.G vegano “Isca”
Il Fiano D.O.C.G. vegano “Isca” rappresenta la seconda annata di produzione vitivinicola della Fattoria Sociale Isca delle Donne. «La produzione di un vino vegano di questo tipo è una novità nel mondo del Welfare – dichiara la dottoressa Adele Galdo, psicoterapeuta responsabile del Dipartimento Formazione della Fattoria Sociale Gea Irpina di Isca delle Donne – È la prima volta che una struttura vocata alle relazioni di lavoro come cura, come la nostra fattoria sociale, produce un vino con indicazione di denominazione di origine controllata e garantita, ottenuto nel pieno rispetto delle procedure di produzione vegana, completamente “animal free” in ogni sua componente. Il disciplinare per ottenere la certificazione Vegan Ok impone di adeguare allo standard vegano ogni passaggio della produzione, dalla rinuncia a quegli elementi di origine animale impiegati di solito nella stabilizzazione e chiarificazione del vino, fino alla scelta di tappi totalmente biodegradabili e di colle vegetale per l’etichettatura ».

La vigna di Fiano di Avellino di Isca delle Donne esiste dal 2009, e fino allo scorso anno due delle tre parti della produzione sono state vendute a frutto, mentre con una parte si è tentato un primo esperimento di vinificazione nel 2011. “Isca” vegano, prodotto in 3000 bottiglie, è un vino ricavato da uve Fiano 100%, allevate a Guyot dall’agronomo Maurizio Petrillo su un terreno che è per sua natura argilloso e calcareo. Le uve sono state vendemmiate nella prima decade di ottobre. Il vino è stato lasciato fermentare per 20 giorni e poi affinato per 4 mesi in vasche d’acciaio a temperatura controllata, e senza alcun additivo di origine animale. “Isca” vegano è oggi un vino Fiano di Avellino D.O.C.G. dal gusto armonico, morbido e corposo, anche grazie alla scelta di tenere, a fine fermentazione, il vino in torbidità sulle sue fecce sottili, per un arricchimento in aromi e precursori aromatici. Il profumo è inebriante, intenso e persistente, e oggi rivela note floreali di fiori bianchi e mela con una nota speziata che tende alla menta, mentre già promette i sentori di nocciola tostata della maturità che sa conoscere un bianco longevo come il Fiano di Avellino.

«Il vigneto è l’area di lavoro principale della fattoria – aggiunge Adele Galdo – e quest’anno, con la produzione di “Isca” vegano, la vigna diventa per noi il simbolo dell’impegno per il riconoscimento dei diritti delle persone e degli animali, la salvaguardia della propria salute e la tutela dell’ambiente. Con la nascita della Fattoria, abbiamo intrapreso un cammino che ci ha portato a conoscere e toccare con mano la vera sofferenza. Passo dopo passo ci siamo battuti per la tutela della vita e della dignità dei nostri ospiti e per diffondere il coraggio di denunciare e non accettare nessun tipo di violenza e specismo, ovvero la tendenza a riservare un trattamento migliore a una specie vivente piuttosto che a un’altra. “Isca” vegano è stato la diretta conseguenza di questa nuova consapevolezza, contro lo sfruttamento e l’uccisione di animali, per incrementare l’impegno nel proprio lavoro, nell’azione sui propri territori, nelle proprie relazioni, nella propria ed altrui alimentazione».

Il Fiano D.O.C.G. “Isca” vegano è il prodotto del lavoro, dunque, ma soprattutto di storie e percorsi personali e di relazioni. Giovani e meno giovani accedono a programmi di inserimento socio-lavorativo per dare una svolta alla loro vita. «Gea Irpina è stata la prima fattoria sociale iscritta al relativo registro per la Campania, ed è oggi un modello di eccellenza delle buone pratiche riconosciuto a livello nazionale. – conclude la dottoressa Adele Galdo – Ma abbiamo ancora molti sogni da realizzare, come quello di avviare una coltura di zafferano più ampia, dopo il successo dell’esperimento su soli 600 bulbi condotto lo scorso anno. Confidiamo soprattutto nelle misure dei Piani Europei di Sviluppo Rurale, per potere finalmente costruire la cantina grazie alla quale realizzare in fattoria tutte le fasi di produzione del Fiano “Isca” e regalare ai nostri ragazzi il sogno di fare davvero fino in fondo e con le proprie mani una cosa prestigiosa e identitaria come il vino. La cantina sarà eco-sostenibile e lavorerà a sfruttare le risorse intrinseche del territorio agricolo, dei materiali edilizi d’impiego, cercando di attuare politiche di risparmio idrico e recupero delle acque, nonché di riutilizzo delle materie di scarto provenienti dalla filiera produttiva. Infine, per quanto riguarda il re-inserimento lavorativo dei nostri ospiti, speriamo di poter attivare un servizio di accoglienza residenziale (oggi solo semi-residenziale) che accolga i detenuti che hanno diritto ai permessi premio, ovvero qualche giorno fuori dall’istituto, ed ex detenuti che non hanno un punto di appoggio una volta usciti».

La Fattoria Sociale Gea Irpina – Isca delle Donne

La Fattoria Sociale Gea Irpina – Isca delle Donne, in Pratola Serra (AV), è un programma territoriale di coesione sociale promosso ed implementato dalla Caritas diocesana di Avellino, dall’ Associazione Il Pioppo e dalla Cooperativa Sociale L’Approdo e gestita dalla Società Cooperativa GEA Irpina – Impresa Sociale_Fattoria Sociale Onlus, in collaborazione con le istituzioni pubbliche socio-sanitarie locali, regionali, nazionali ed europee e nella rete di Mediterraneo Sociale.

La Fattoria Sociale Gea Irpina – Isca delle Donne si estende per cinque ettari, uno dei quali è destinato alla nascente e innovativa struttura zootecnica del Parco Etologico Regionale, con canile sanitario e rifugio che, una volta completato, sarà meta di turismo sociale e formativo. Due ettari sono invece riservati alla coltivazione delle uve Fiano di Avellino, mentre il restante suolo accoglie l’orto, il fragoleto, sia a campo aperto che in serra, e la serra dei piccoli frutti (fragoline, more, ribes, mirtilli). E ancora, il piccolo uliveto e il frutteto. Infine, il laboratorio per realizzare le conserve, vale a dire le marmellate artigianali e le verdure sott’olio (melanzane, lampascioni, zucchine). Attualmente i borsisti accolti presso la Fattoria Sociale Gea Irpina – Isca delle Donne provengono da istituti di detenzione, dall’esperienza dell’handicap, dalla salute mentale, dai servizi di accoglienza per richiedenti asilo SPRAR, dall’esclusione sociale e dalla disoccupazione di lunga data.

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