Inquinamento atmosferico, incontro alla Chiesa del Carmine venerdì 22 a cura di Ossigeno.

0
587

L’associazione Ossigeno, accende i riflettori su uno dei temi di più stretta attualità ad Avellino: l’inquinamento atmosferico. Venerdì 22 marzo, alle ore 17:30, alla Chiesa del Carmine, il presidente dell’associazione Ossigeno, Luca Cipriano, insieme agli attivisti Lucio Caso, ingegnere civile esperto in materia di Ambiente e Pasquale Matarazzo, tecnico ambientale alla Regione Campania e con il contributo di Maurizio Galasso, uno dei maggiori esperti in materia di Ambiente e depurazione delle acque in Campania, padre del WWF Avellino e tra i primi a denunciare lo smaltimento illecito dell’amianto dell’Isochimica, presenteranno un piano di contrasto all’inquinamento in città.

Nel corso dell’incontro dal titolo «Smog, che fare?» verranno analizzate le cause più evidenti dell’inquinamento e verrà proposto un programma di intervento articolato per un fattivo contrasto all’inquinamento atmosferico. All’incontro interverranno anche Stefano Sorvino, commissario dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale della Campania e Giovanni De Feo, professore di Ecologia industriale all’Università di Salerno e ambientalista dell’anno 2018.

«L’ultimo report di Legambiente rivela che Avellino è tra le città più inquinate d’Italia. Per invertire questa preoccupante tendenza non bastano misure disarticolate che fungono da palliativo al problema e generano solo disagi e disservizi ai residenti e ai commercianti della città – afferma Luca Cipriano – Ossigeno continua a ragionare sui contenuti che sono alla base di un programma serio per Avellino e, con l’aiuto di quattro esperti in materia ambientale, presentiamo un piano articolato, convinti di dare un contributo concreto per contrastare l’inquinamento atmosferico».

«L’inquinamento atmosferico è un fenomeno complesso e di non semplice gestione. Per monitorarlo concretamente occorre fare un approfondimento molto concreto sui contributi prodotti da ogni singola fonte inquinante. Bisogna partire da una diagnosi molto seria del fenomeno. Solo in questo modo sarà possibile trovare dei rimedi veramente efficaci– spiega Maurizio Galasso, amministratore del Ceris, centro di ricerche di Solofra –I rimedi devono essere valutati in un arco temporale sufficientemente lungo. Anche dal punto di vista spaziale il fenomeno non può essere affrontato per singola città. Le ordinanze che bloccano il traffico sono una misura tampone che lasciano il tempo che trovano. Avellino può e deve essere il comune capofila per governare il processo di contrasto all’inquinamento atmosferico nell’area, ma deve avere anche la forza e l’autorevolezza per stimolare i comuni limitrofi a seguirla su questo terreno».

LASCIA UN COMMENTO