Prima Festa della Ricerca dell’Università di Salerno, 140 neodottori di ricerca distribuiti tra i 22 corsi di Dottorato di Ateneo.

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Nel corso della mattinata di ieri, martedì 11 ottobre 2016, l’Aula delle Lauree “Nicola Cilento” del campus di Fisciano, ha ospitato la Prima Festa della Ricerca dell’Università di Salerno. L’evento, cui hanno preso parte docenti, ricercatori, dottorandi e dottorati dell’Ateneo, è stato promosso dai Delegati alla Ricerca proff. Gaetano Guerra e Luca Cerchiai, con l’obiettivo di sottolineare ancora una volta l’importanza della Ricerca per l’Ateneo di Salerno, le sue ricadute sull’intera comunità locale e celebrare la comune tensione della cultura scientifica e umanistica verso un sistema di conoscenza che renda più liberi e responsabili.

Nel corso dell’evento si è svolta la cerimonia di Consegna dei Diplomi di Dottorato conseguiti nell’anno accademico 2015-2016. Nell’ambito della Cerimonia, sono stati proclamati i 140 neo-dottori di ricerca dell’Università di Salerno a cura dei coordinatori dei 22 corsi di Dottorato UNISA. La manifestazione è stata impreziosita dalle due conferenze tematiche tenute dai professori Aurelio Musi (Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione/DISPSC) e Giovanni Spagnuolo (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed Elettrica e Matematica applicata/DIEM).

“L’Università di Salerno ha assunto come linea guida della propria azione di governo la valorizzazione della ricerca – ha dichiarato il Rettore Aurelio Tommasetti. In questa giornata abbiamo celebrato il completamento degli studi di dottorato, che rappresenta un traguardo fondamentale nel percorso di un giovane studioso. Tra i dottori premiati oggi, molti sono stati selezionati all’estero, anche grazie alle risorse investite dall’Ateneo affinché questo potesse accadere. Con il Senato e con il Consiglio di amministrazione, abbiamo messo in atto una politica di reclutamento dei ricercatori, scegliendo i profili migliori e distribuendo le risorse finanziarie sulla base dei risultati della ricerca. Siamo convinti che se cresce la reputazione del nostro Ateneo sul panorama nazionale ed internazionale, cresce anche la capacità attrattiva per i nuovi studenti in ingresso. Il nostro reale patrimonio, d’altronde, è rappresentato proprio da loro, i nostri giovani, il reale capitale umano su cui continuare ad investire”.

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