Funivia di LaImpianto di risalita del Laceno, è polemica tra il Sindaco di Bagnoli Irpino e l’azienda che gestiva l’impianto.

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“Le Seggiovie del Laceno hanno quasi 50 anni. Sono obsolete e non più funzionali alle esigenze del turista moderno. Se si vuole invertire un processo di lenta agonia strutturale, economica e ricettiva di tutto il complesso turistico è necessario essere lungimiranti ed adottare scelte coraggiose, nell’ interesse non solo dei cittadini bagnolesi, ma di tutta la comunità irpina”. A dichararlo il sindaco di Bagnoli Irpino Filippo Nigro attaccato dall’azienda Giannoni che ha gestito l’impianto in questi anni per averlo chiuso.

Il Laceno deve vivere e rilanciarsi per i prossimi 30 o 40 anni e non agonizzare per altri 2 o 3, senza prospettive e futuro. Tutti i protagonisti dell’area, pubblici e privati, devono operare per farne una meta turistica all’avanguardia, così da diventare finalmente un polo di eccellenza nel panorama turistico Regionale.

Tale ambizioso programma di riqualificazione, però, può realizzarsi solo con un importante contributo pubblico sovra-comunale. Il Progetto Pilota aree interne ha ribadito la rilevanza strategica del Laceno, individuandolo come assoluto punto di riferimento turistico di tutto il territorio. Per rilanciare l’intera area, pertanto, unitamente alla valorizzazione dell’area del Lago e delle grotte del Caliendo, si dovrà procedere celermente a rinnovare ed ammodernare l’unica stazione sciistica della Campania, realizzando impianti moderni ed efficienti che possano essere elemento di attrattiva per un numero sempre maggiore di turisti.

A tale scopo, con un atteggiamento improntato al colloquio abbiamo chiesto all’ex concessionario, il cui titolo legittimante è oramai decaduto da anni, di concordare il rilascio delle aree oggetto dell’intervento, condizione indispensabile per poter accedere ai necessari finanziamenti.

Il Comune non ha mai inteso fermare gli impianti, il cui arresto è imputabile unicamente all’ex concessionario, che non ha eseguito le opere di manutenzione straordinaria e di revisione generale.

Uno stop annunciato sulla stampa fin dal Gennaio 2016: “Se non sarà già dal prossimo marzo avverrà certamente nel 2017 “. E’ lo stesso Pietro Pagnini, direttore della stazione sciistica, a lanciare l’allarme: a proposito di manutenzione, parla di «costi non sostenibili da una piccola società come questa concessionaria. Senza aiuti degli enti preposti siamo costretti a chiudere». Detto, fatto !

A fronte di ciò il Comune, con spirito collaborativo, ha finanche fissato un incontro per affrontare, quanto meno per questa stagione invernale, le criticità esistenti. Un incontro andato però deserto. Un ingiustificato atteggiamento di chiusura e di rifiuto di qualsiasi confronto in capo all’ex concessionario, che già dal 2000 e, poi, in via definitiva, dal 2002, è stato dichiarato decaduto dalla concessione, non rinnovata dal Comune.

L’ Ente ha tentato in via consensuale di rientrare nella disponibilità delle aree. Ma l’ex concessionario continua, in modo arrogante, a comportarsi come se fosse il proprietario di un’area che, invece, appartiene alla Comunità bagnolese.

La Società ex concessionaria è decaduta dalla concessione da oltre quindici anni e detiene abusivamente strutture ed impianti che sono di esclusiva proprietà del Comune. Il quale ha tollerato per troppi anni un atteggiamento padronale, per cui, in assenza di qualsiasi possibilità di concorde soluzione della questione, avvierà il procedimento funzionale al rilascio coattivo delle strutture del Laceno.

La decisione di arrestare le Seggiovie è imputabile esclusivamente all’ex concessionario, con evidenti danni a tutto il sistema turistico locale, per i quali sarà chiamato, nelle competenti sedi giudiziali, ai dovuti risarcimenti. Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso: restituire la disponibilità delle aree al suo legittimo proprietario, il Comune di Bagnoli Irpino, in modo da poter accedere a finanziamenti di vitale importanza per il futuro di tutto il territorio.

Tale fine, naturalmente, è diretto a presidiare e tutelare in via principale gli interessi economici degli operatori turistici della zona, per i quali l’Amministrazione comunale ha la massima considerazione, oltre a perseguire il rilancio economico, ricettivo e turistico di tutta l’Irpinia”.

“Per mettersi in mostra il sindaco di Bagnoli Filippo Nigro, ha iniziato a prendere in prestito le parole di altre persone, strumentalizzando il significato a suo uso e consumo” Pietro Pagnini, direttore tecnico sportivo della stazione sciistica Laceno chiamato in causa dal primo cittadino vuole chiarire alcuni concetti in merito alla situazione di stallo che si vive sulla questione impianti di risalita. “Racconta favole più o meno impattanti sull’opinione pubblica e nel fare ciò manda alla deriva l’unica stazione sciistica della Campania. Ricerca continuamente visibilità, mischiando questioni prettamente personali con quelle rappresentative.
Probabilmente non ha più argomenti da mettere in gioco e nella confusione abdica al suo compito istituzionale, anziché curare gli interessi della comunità”.

Pagnini, all’epoca direttore tecnico della stazione sciistica del Laceno, avanzò delle provocazioni sui media, con l’intento di sollecitare l’attenzione degli enti preposti allo sviluppo e al sostentamento della stazione sciistica.
“Credo abbiano contribuito anche quelle piccole sollecitazioni, non a caso sia la Regione, sia la Provincia hanno continuato il loro sostentamento agli impianti anche per l’anno 2016. Solo il comune di Bagnoli Irpino, nonostante le richieste, non ha mai contribuito o aiutato la stazione sciistica. Particolarmente infelice è stata questa amministrazione guidata da Nigro e sostenuta, per le questioni riguardanti la concessione, anche dal proprio tecnico comunale il quale, negli anni, ha rilasciato o negato autorizzazioni. Il Comune ha scientemente inteso fermare gli impianti, perché era più che consapevole e a conoscenza della manutenzione straordinaria in corso, indispensabile al prolungamento della vita tecnica degli stessi.
A luglio 2015, il Comune ha rilasciato al concessionario specifica scia per i lavori di manutenzione straordinaria necessari.
Gli stessi lavori, sono iniziati nei mesi di giugno e luglio 2016, quindi molto prima dell’atto di diffida del sindaco, dell’amministrazione e del tecnico comunale notificato al concessionario nel marzo 2017.
Poco più di un mese fa, da quanto ho potuto apprendere, i gestori hanno tentato in tutti i modi di attivarsi per l’apertura degli impianti ma purtroppo lo stop, vi meraviglierete, è arrivato proprio dal Comune di Bagnoli Irpino. Il Comune ha intimato per iscritto dall’effettuare gli interventi, inoltre disponendo che la polizia municipale vigili sull’osservanza dell’intimazione.

Giusto per ricordare, il campeggio, gli impianti di risalita, le piste da sci, i rifugi, la baita Solarium e il nolo sci alla base, il mercatino sono tutte opere eseguite con gli investimenti della famiglia Giannoni. Secondo la convenzione tra le parti ancora in essere le opere non possono essere divise. La legittimità del concessionario sta in mano al Consiglio di Stato. Spetterà a un giudice entrare nel merito della validità dell’atto di convenzione, non certo al sindaco di Bagnoli Irpino”.

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