Il turismo in Irpinia, parola al Sindaco di Frigento Carmine Ciullo.

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Estate, tempo di eventi ma anche di bilanci. Le numerose manifestazioni in giro per la provincia irpina confermano il trend di un turismo di prossimità cosiddetto “mordi e fuggi”, per lo più legato all’enogastronomia. Ma l’Irpinia è tanto altro ancora. E l’intercettamento di un incoming proveniente da fuori Regione è un obiettivo raggiungibile, soprattutto grazie ad un’iniziativa di marketing territoriale che sta facendo proseliti. Ne abbiamo parlato con il Sindaco di Frigento Carmine Ciullo.

Dal suo punto di vista di Amministratore, qual è la condizione del turismo in Irpinia?

“L’impressione è che in Irpinia le potenzialità non vengano sfruttate al massimo e nonostante negli ultimi anni si stia facendo di più c’è ancora tanto lavoro. Tuttavia, riscontro una sensibilità maggiore nei riguardi del turismo che deriva da una certa attenzione alla valutazione del territorio”.

Il turismo può essere una leva vincente per l’economia provinciale?

“Assolutamente sì. Lo testimoniano le splendide risorse artistiche, archeologiche ma anche agroalimentari di Frigento, come di tutta l’Irpinia. Ma sul piano della promozione si deve fare certamente di più”.

È recentissima a tal proposito l’adesione di Frigento al progetto “Comuni in comune”. Che contributo può dare questa iniziativa sul piano promozionale?

“Credo nella collaborazione tra i vari enti e i vari comuni. Non ci si può chiudere nel campanilismo: solo facendo sistema si può valorizzare i territorio. E il progetto va in questa direzione, per di più con i numerosi vantaggi che sappiamo (gratuità per le casse comunali e visibilità amplificata, ndr)”.

“Comuni in comune” consente a tutte le Amministrazioni aderenti di promuovere le proprie eccellenze oltre il territorio provinciale. Quali sono le potenzialità di Frigento?

“Innanzitutto un cento storico tra i più belli della Provincia, in particolare con la parte boscata che degrada a valle che ha ottenuto il riconoscimento di parco urbano a valenza regionale. Senza dimenticare la splendida Cattedrale, che è stata sede vescovile, o l’architettura della parte storica del Paese, con i palazzi nobiliari settecenteschi adornati da magnifici portali e caratterizzati da suggestivi atri. Senza dimenticare, come per tutta l’Irpinia, le importanti risorse enogastronomiche. Un posto da visitare e dunque da promuovere con l’attenzione che merita”.

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