Alto Calore Servizi, consumatori furiosi per aumento delle tariffe.

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Illegittimi ed ingiustificati”. Vengono definiti così dalle associazioni dei consumatori gli aumenti previsti in bolletta dall’Alto Calore Servizi.

Federconsumatori, Adoc e Movimento difesa del cittadino intervengono in merito alle recenti notizie che paventerebbero un imminente aumento della tariffa del servizio idrico fornito dalla società Alto Calore Servizi. «La tariffa dovrebbe subire un aumento del 4,6%, che si tradurrebbe per gli utenti in aumenti in bolletta tra i 15 e 18 euro. Tali presunti aumenti sono o sarebbero illegittimi ed ingiustificati- dichiarano le organizzazioni- Ad oggi, non risultano emessi provvedimenti di autorizzazione in tal senso da parte dell’Arera. L’ultima delibera risale al 2015, anch’essa fortemente contestata dalle scriventi associazioni. Allora gli aumenti furono autorizzati sul presupposto che la società si sarebbe impegnata nel potenziamento delle reti, nella sostituzione degli elementi infrastrutturali obsoleti o malfunzionanti, nella installazione di strumenti di misura e telecontrollo. Lasciamo agli utenti il giudizio sulla veridicità di quanto dichiarato e successivamente realizzato dalla società Alto Calore Servizi. Non ci risulta che l’ARERA, sebbene sollecitata dalle scriventi associazioni, abbia effettuato un controllo sulle dichiarazioni rese dalla società Alto Calore Servizi. Gli ultimi presunti aumenti, sarebbero invece da collegarsi ai prossimi e altrettanto presunti interventi infrastrutturali decisi e finanziati dal Regione Campania. Interventi che sono appunto finanziati dalla Regione Campania e che pertanto non possono ricadere nuovamente nelle tasche degli utenti sotto forma di tariffazione. I presunti aumenti, oltre che illegittimi ed ingiustificati, rappresenterebbero l’ennesima beffa ai danni degli utenti. Il compito di queste associazioni è quello di segnalare e denunciare. Spetta invece alle Autorità competenti il compito di vigilare e sanzionare. In assenza dei suddetti interventi, saranno sempre gli utenti a pagarne le spese».

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