Avances sessuali via telefono, parroco sospeso a divinis.

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Tutto nasce da alcuni volantini. Nei mesi scorsi cominciarono a girare con accuse pesanti: si diceva che una decina di sacerdoti intrattenevano relazioni omosessuali e con donne sposate.

L’autore del gesto che, poi, si sarebbe scoperto essere un parroco di una parrocchia di un quartiere periferico di Avellino, è stato sospeso a divinis e allontanato dalla parrocchia dalla Diocesi di Avellino, ufficialmente per motivi di salute.

Il sacerdote in realtà avrebbe diffuso i volantini per “vendicarsi” di una denuncia a suo carico presentata al vescovo da un parrocchiano: l’uomo avrebbe spiegato di essere destinatario insieme ad altri uomini, anche sposati, di sms e messaggi hot, inviati dal parroco con l’obiettivo di intrattenere relazioni sessuali.

L’identificazione del parroco quale autore della distribuzione dei volantini è stata possibile grazie alle indagini degli agenti della Questura di Avellino, che si sono avvalsi delle immagini, registrate da un sistema di videosorveglianza, installato nei pressi di piazza Libertà e che hanno “pizzicato” il parroco in azione.

Inviava dal suo telefonino messaggi hot ed esplicite avances sessuali a uomini sposati che frequentavano la sua parrocchia.

Un giovane parroco è stato rimosso dal vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, ufficialmente “per motivi di salute”, a conclusioni di indagini interne della Curia avellinese durate alcuni mesi.

Nei suoi confronti, secondo quanto si apprende, è stato anche avviato l’iter per la sospensione a divinis del giovane sacerdote a cui cinque anni fa venne assegnata la cura di una parrocchia della periferia di Avellino.

Al sacerdote sono state contestate, anche attraverso prove, le gravi condotte di cui si era reso protagonista; la decisione fa riferimento anche ad una iniziativa da parte del sacerdote che nei mesi scorsi fece molto scalpore ad Avellino: un volantino anonimo, affisso davanti ad ogni chiesa della città, nel quale venivano denunciati con nome e cognomi parroci e sacerdoti della Diocesi accusati di vivere nel peccato attraverso relazioni con donne sposate.

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