La canapa nella Piana del Dragone per la bonifica del territorio.

0
107

b3082480f2f3577e7e582307580c5fe3_LL’Associazione Canapirpina sosterrà la coltivazione della Canapa sativa nei terreni agricoli volturaresi, infatti tra gli usi della Canapa vi è quello della Phytoremediation. In generale, tale tecnica riescono ad assorbire grandi quantità di agenti tossici (ad es. metalli pesanti) attraverso l’apparato radicale per poi trasportarli efficacemente attraverso lo xile ma fino agli apparati fogliari dove vengono stoccati.

I territori individuati per la coltivazione della canapa sativa sono situati nella rinomata Piana del Dragone, la cui tutela ambientale è di interesse non solo per i cittadini irpini, ma per oltre quattro milioni di persone il cui approvvigionamento idrico dipende dalle acque raccolte nel più vasto bacino idrogeologico del mezzogiorno. Le potenzialità di fitorisanamento del suolo da parte della canapa sativa potranno essere utilizzate in un progetto di bonifica più ampio che prevede nei prossimi anni la realizzazione di importanti opere, come la realizzazione di un nuovo depuratore e il potenziamento della rete fognaria.

La Canapa si presta ad essere utilizzata nella bonifica dei terreni, in quanto è facilmente coltivabile, si adatta bene a molti tipi di suoli e condizioni pedo-climatiche e produce un’alta biomassa utilizzabile nell’industria no-food. L’intervento per l’anno 2015 prevede la coltivazione sperimentale della Canapa su un’estensione di circa un ettaro; il progetto prevede di effettuare analisi chimico-fisiche certificate del suolo interessato prima della semina e dopo sfalcio. Tali analisi interesseranno anche i derivati della pianta: semi, fibra, canapulo, foglie, radici. Tale azione mira a generare dati utili alla ricerca e lo sviluppo di altri progetti simili che utilizzano altre specie vegetali utili alla bonifica.

Il passo successivo è la costituzione di una rete costituita da imprese agricole/agroalimentari, che vorranno adottare il progetto come best practice. Le aziende aderenti saranno opportunamente identificabili attraverso il marchio “Canapirpina” che sarà sottoposto all’attenzione della Regione Campania.

LASCIA UN COMMENTO