Al Comune il seminario divulgativo sul Progetto “Banca del Tempo”.

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banca-del-tempo-logo-small2_0In linea con gli indirizzi del Protocollo d’Intesa approvato dall’Amministrazione che ha istituito la nascita dello Sportello e del Tavolo tecnico antiviolenza e antidiscriminazione, il Comune di Avellino ha ospitato presso la sala consiliare di Piazza del Popolo il seminario promosso dal Centro Italiano Femminile (CIF) Provinciale di Avellino per illustrare il Progetto denominato “Banca del Tempo”.

Ad illustrare l’interessante iniziativa è stata la dottoressa Chiara Biasco che, in veste di consulente, ha dato indicazioni teoriche e pratiche. Al seminario hanno partecipato i dipendenti comunali e i ragazzi di Garanzia Giovani.

“Ho riscontrato grande interesse – ha dichiarato la dottoressa Biasco – anche e soprattutto per la condizione in cui si realizza la Banca del Tempo. La sola moneta della Banca è il tempo, tutto viene svolto gratuitamente e su base volontaria. Questo in linea con gli accordi territoriali di genere e nella logica della rete territoriale solidale. Chiaramente in questa fase di inizio i controlli sono garantiti da una equipe di persone che fa capo al C.I.F. Possono accedere alla Banca del Tempo solo persone che abbiano raggiunto la maggiore età, che devono fornire il proprio codice fiscale, la propria e-mail e il proprio recapito telefonico, condizioni fondamentali per la sicurezza di chi si accredita ma anche di chi diventa fruitore. In questa prima fase la nostra attenzione è rivolta alle donne ma il nostro proposito è quello di allargare anche agli uomini questa possibilità di inserimento nel sociale e nel mondo del lavoro visto il momento di crisi socio economica e lavorativa che stiamo vivendo”.

In sostanza una volta iscritti al sito della www.prendiamocideltempo.it si può dare la propria disponibilità di tempo in base alle proprie capacità lavorative rispetto alle quali poi arrivano le richieste dei fruitori. Chiunque può aderire, poiché ognuno è potenzialmente in grado di offrire qualcosa di utile agli altri e tutti hanno bisogno di qualcosa.

È possibile aderire alla Banca del Tempo, depositando e prelevando un determinato numero di ore che possono essere rivolte ad attività come il cake design, il car sharing, il giardinaggio, etc. attivando così lo scambio reciproco di aiuto e supporto solidale, migliorando l’utilizzo del proprio tempo di vita e di lavoro, ricreando i rapporti di buon vicinato.

Il CIF Provinciale di Avellino, che da sempre ha rivolto il suo impegno alla valorizzazione del ruolo della donna nel contesto sociale oltre che familiare, ha riconosciuto nella Banca del Tempo la validità e l’efficacia nel rispondere al bisogno femminile di partecipazione alla vita economica e sociale della propria comunità, conciliando al meglio il proprio tempo con gli spazi di lavoro, famiglia e protagonismo.

La Banca del Tempo on line è una attività prevista nell’ambito del Progetto T.E.M.P.O. (Il Tempo per l’Empowerment, il Mainstreaming e le Pari Opportunità – POR Campania FSE 2007-2013), promosso dall’Associazione di Volontariato Centro Italiano Femminile (CIF) Provinciale di Avellino componente del Tavolo tecnico istituito presso il Comune di Avellino. Il progetto è nato in partenariato con i Comuni di Vallesaccarda, Trevico, Scampitella, San Sossio Baronia, Castel Baronia, l’Azienda Consortile per la Gestione delle Politiche Sociali nell’ambito territoriale della Provincia di Avellino n.A1, la Confartigianato Provinciale di Avellino, l’Associazione Agorà, le società Fleurs Intarnational s.r.l. e Percorsi s.c.a.r.l. Parallelamente ai seminari divulgativi il Cif provinciale organizzerà a breve un incontro pubblico con le istituzioni per confrontarsi sull’esistenza e l’efficacia dei servizi alle donne e alle famiglie partendo proprio dall’esperienza del consultorio e della banca del tempo convinti della necessità di creare rete e fare sinergia nella consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte.

“Abbiamo ospitato ben volentieri il seminario divulgativo – ha spiegato il consigliere comunale Adriana Percopo – anche perché si tratta di un progetto valido, interessante e capace di creare anche contatti di lavoro. Tutto viene svolto sotto forma di volontariato e non prevede alcun costo ed è una occasione per realizzare concretamente una rete solidale tra cittadini appartenenti ad una comunità. L’auspicio è che presto questo discorso venga allargato. Da parte del Tavolo istituzionale dell’Ente c’è tutta la volontà ad accompagnare iniziative come questa di forte valenza sociale”.

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