Dai pediatri la guida allo sport per bambini con malattie croniche.

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football training for childrenContrariamente a quanto si pensi, avere una malattia o un disturbo cronico non impedisce di fare sport, basti pensare che Michael Phelps, 18 medaglie olimpiche nel nuoto, era un bambino con deficit di attenzione. L’attività fisica, anzi, previene patologie, migliora l’autostima e le relazioni con gli altri.

Per questo la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha messo a punto una guida con le indicazioni su come scegliere la giusta attività sportiva in base al proprio problema.

“Lo sport – spiega il presidente della SIP Giovanni Corsello – aumenta agilità, resistenza, forza e di conseguenza migliora l’autostima, l’apprendimento e riduce l’ansia per la prestazione, favorisce la socializzazione, abitua al rispetto delle regole”.

Deve però essere adatto all’età, ai gusti e anche alle proprie condizioni fisiche. Ad esempio, spiegano gli esperti, è un fattore protettivo nei confronti dell’asma, ma bisogna evitare discipline sportive che si svolgono in condizione di esposizione ad aria fredda e secca o attività in ambienti fortemente inquinati, via libera invece al nuoto che migliora la respirazione.

L’attività fisica nei diabetici contribuisce anche a regolare il compenso metabolico. Per evitare ipoglicemie, è importante però controllare sempre i valori prima, durante e dopo l’attività svolta. In questo caso, non esistono sport controindicati, eccetto quelli “estremi” come l’arrampicata che non garantirebbero un adeguato controllo glicemico.

Per i bambini con neoplasie l’attività motoria vuol dire poter nuovamente provare la gioia del movimento all’aria aperta e la condivisione con i coetanei. Nuoto, ginnastica e atletica sono attività simmetriche e complete, particolarmente indicate.

Nei casi di Disturbo da Deficit di Attenzione o ADHD, l’esercizio fisico riduce ansia, depressione, atteggiamenti compulsivi e migliora il cronico stato di agitazione e favorisce l’apprendimento. Meglio privilegiare sport che tengono sempre in movimento come il calcio, ed evitare quelli che prevedono lunghi momenti di inattività come il baseball.

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