Dipartimento salute mentale, USB attacca la Direzione Generale Asl: promesse non mantenute.

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Durante vari confronti avuti con la Direzione Generale della ASL Avellino, abbiamo avuto modo di ascoltare, diverse volte, termini come organizzazione e legalità. A distanza di tempo, possiamo affermare che questi termini spesse volte sono poi smentiti dai fatti. Non vogliamo sottolineare l’intera casistica che non rispetta la terminologia citata, ma qualche esempio di quanto affermiamo è doveroso farlo. Le Unità Operative di Salute Mentale attualmente sono ancor quattro, e quella di Atripalda era carente da tempo non solo della figura di Direttore, ma perfino di un Dirigente Responsabile. Ebbene, la Direzione Generale per ovviare a tale situazione, alcuni mesi, fa ha nominato Direttore ad interim, senza compensi aggiuntivi,  lo stesso Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, che ha fino ad oggi assicurato fisicamente solo sporadiche apparizioni (testimonianze docet); al punto che i turni di lavoro del personale non sono firmati  da due mesi dallo stesso Direttore, per cui vengono espletati senza la dovuta certificazione. Questa condizione rappresenta una situazione di dubbia legittimità, oppure la Direzione Generale smentisce ciò che affermiamo? Come se ciò non bastasse il giorno 22 Dicembre u.s., sul sito aziendale, appare, come d’incanto, un atto deliberativo relativo al nuovo  Regolamento di Organizzazione e funzionamento del Dipartimento di Salute. Mentale e delle Dipendenze. Questo atto subito contestato dalla USB, che nella giornata di ieri ha conferito mandato ad uno dei suoi legali con l’intento anche di un ricorso al TAR. Tutto ciò è un atto dovuto, perché tale regolamento deve essere il frutto di un lavoro del Comitato di Dipartimento, Organismo quest’ultimo tutt’ora mancante, per cui l’atto deliberativo citato è un’imposizione e non una condivisione democratica, di cui è competente il Comitato di Dipartimento. Entrando nei dettagli della delibera in discussione, notiamo più di qualche assurdità legislativa; come ad esempio l’obbligo, che avrebbe il personale infermieristico, alla guida di autoveicoli per l’attività territoriale. Noi crediamo che l’infermiere abbia lo stesso diritto di un Direttore, ovvero quello di avere l’autista per l’attività di emergenza/urgenza, poiché per espletare le proprie funzioni all’infermiere non è richiesto il possesso della patente di guida. Mentre si cerca di imporre qualche funzione di competenza non infermieristica, si tralascia di dotare in maniera uniforme le varie Unità Operative di Salute Mentale del numero appropriato di infermieri. Altro aspetto di grave disorganizzazione è rappresentato dalla mancanza di un Coordinatore infermieristico al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Solofra. E’ mai possibile che un posto di trincea debba essere organizzato sull’autogestione? Ad ogni buon fine, vogliamo ricordare che non è possibile delegare  arbitrariamente un infermiere  per le funzioni di coordinamento, ma va conferito attraverso selezione. A tal fine riportiamo i punti fondamentali della normativa di riferimento:

 

1) L’esercizio della funzione di coordinamento è espletato da coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti:

  1. a) master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento nell’area di appartenenza, rilasciato ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell’articolo 3, comma 9, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
  2. b) esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza.

 

2) Il certificato di abilitazione alle funzioni direttive nell’assistenza infermieristica, incluso quello

rilasciato  in base alla pregressa normativa, è valido per l’esercizio della funzione di coordinatore.

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