Federlavoro Confcooperative Campania ad Expo a parlare di smart city.

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amoroso insieme ad alcuni cooperatoriUna città può essere classificata come smart city se gestisce in modo intelligente le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare, l’amministrazione. In altre parole, una città può essere definita come “smart” quando gli investimenti in capitale umano e sociale e nelle infrastrutture tradizionali (trasporti) e moderne (ICT) alimentano uno sviluppo economico sostenibile ed una elevata qualità della vita, con una gestione saggia delle risorse naturali, attraverso un metodo di governo partecipativo.

Sono i primi argomenti che Federlavoro e Servizi Confcooperative porta all’EXPO di Milano, martedì 26 maggio 2015, presso Auditorium Cascina Triulza, in occasione del workshop “Nutrire i territori: qualità dei servizi, qualità della vita” che approfondisce come le imprese cooperative siano in grado di offrire servizi sostenibili che migliorino la vivibilità delle città.

La Campania apporta il suo contributo attraverso la Federlavoro Campania, la Federazione che raggruppa le cooperative di produzione e lavoro che aderiscono alla Confcooperative regionale.

A commentare l’appuntamento è Umberto Amoroso, presidente della Federlavoro e Servizi Campania.

“La nostra Federazione sta portando avanti da anni, a partire dal livello nazionale, specifici progetti per lo sviluppo delle Aree Metropolitane. Abbiamo istituito una Commissione scientifica impegnata ad elaborare le proposte di crescita dell’impresa cooperativa nei futuri contesti urbani e nelle aree interne del nostro Paese. Un lavoro da declinare poi sui territori. Per la Campania, in questa fase, è importante esserci e confrontarsi con il resto della rete”.

Il gruppo di lavoro nazionale, a cui hanno preso parte docenti dalle principali università italiane ed esperti consulenti d’impresa, ha contribuito a comporre le proposte delle imprese cooperative di servizi, per una corretta ridefinizione dei compiti e dei ruoli dei centri di committenza in ambito territoriale, senza marginalizzare le piccole e medie cooperative. È emerso con chiarezza che le imprese cooperative sono i soggetti imprenditoriali adeguati ad agire nel mercato dei servizi nelle comunità, perché vicine alle comunità e vocate alla gestione dei servizi di interesse generale.

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