L’acqua il filo conduttore delle Giornate Fai d’Autunno.

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E’ stato presentato all’Abbazia del Loreto di Mercogliano il programma delle Giornate Fai d’Autunno in programma questo weekend.

Il tema conduttore sarà l’acqua.

“Un meccanismo naturale meraviglioso che la maggior parte di noi dà spesso per scontato”. Con queste parole Raffaele Troncone ha definito il sistema delle acque presente su tutto il territorio irpino che va tutelato e salvaguardato per la sua delicatezza. Proprio l’acqua sarà il tema centrale delle prossime “Giornate d’Autunno del FAI” (Fondo Ambiente Italiano), come è stato illustrato nella conferenza stampa, tenutasi stamane presso la Sala degli Arazzi del complesso abbaziale del Loreto.

Numerose le presenze istituzionali, tra cui Padre Don Riccardo Guariglia (Abate di Montevergine), Raffaele Troncone (Responsabile delegazione provinciale FAI), Maria Tirone (Prefetto di Avellino), Carlo Mele (Delegato diocesi di Avellino), Serena Giuditta (Delegata FAI Giovani), Mauro de Pascale (Responsabile ABC Napoli) e Salvatore Parisi (Comitato Esecutivo EIC – Ente Idrico Campano).

“Meritevoli le iniziative del FAI che parla di cultura, di arte ma prima di tutto di territorio”. Queste la parole dell’Abate Guariglia, che, nei suoi saluti iniziali, ha sottolineato come sia essenziale ripartire dalla consapevolezza che l’acqua è un bene primario da non dare per scontato. Un elemento prezioso da non sprecare, come spesso si è fatto, per molti anni, in questa terra che ne ha in abbondanza.
Tema sentito, delicato e molto caldo quello relativo all’acqua, reso ancora più pregnante e profondo dagli interventi succedutisi al tavolo. Il “meccanismo meraviglioso”, come lo ha definito Raffaele Troncone, che si cela dietro il sistema delle acque irpino, già conosciuto dai Romani, di cui sopravvive ancora testimonianza nei resti dell’acquedotto augusteo, è legato ad un’unicità territoriale e geomorfologica. “Una terra costituita da pianori ed invasi naturali, quella irpina, in cui ogni goccia di pioggia e ogni fiocco di neve si va ad incanalare, raccogliendosi nelle tante cavità carsiche che, dopo 10/20 anni, danno vita a sorgenti dalle quali sgorgano acque dalle proprietà organolettiche e minerali uniche al mondo. Un processo naturale di potabilizzazione di cui ogni abitante delle “nostre terre” va quindi reso cosciente e responsabile”.
Responsabilità di cui il FAI è consapevole, ha affermato Serena Giuditta, la quale ha illustrato come l’azione di volontariato e passione del Fondo Ambiente Italiano, avvalendosi di varie competenze e professionalità, ricerca, crea e diffonde contenuti informativi da trasferire alle nuove generazioni e ai giovani delle scuole, che saranno poi il primo veicolo di trasmissione e sensibilizzazione, a casa con i loro genitori o le persone con le quali si incontreranno.

Per questa sfida avvincente e questa necessità di informare per il “bene comune” ha espresso apprezzamento e grande vicinanza anche il Prefetto Maria Tirone, la quale ha osservato che sorgenti, come quella di Cassano Irpino, posseggono nella loro concezione architettonica, proprio l’idea di intendere l’acqua non solo come una risorsa da sfruttare ma come un elemento nel quale coniugare natura, arte e bellezza, in maniera tale da richiederne un rispetto, una cura e un’attenzione estrema. E’ per questo motivo che c’è bisogno di azioni per “rieducare alla bellezza, perché la migliore forma di prevenzione alla degenerazione è proprio la cultura”.

È emersa palesemente l’esigenza di una nuova azione educativa che deve assolutamente promuovere i valori del rispetto del territorio per combattere tutte quelle azioni dell’uomo che possono andare a distruggere questo equilibrio così sensibile, minato da edificazioni selvagge, coltivazioni intensive che avvelenano il terreno con i fitofarmaci e sversamenti incontrollati di materiali inquinanti.

Una nuova attenzione verso questi aspetti non può prescindere anche da una differente razionalizzazione degli impianti destinati alla gestione e distribuzione della risorsa. Proprio su questi aspetti è stato posto l’accento dal sindaco di Cassano Salvatore Vecchia, il quale ha palesato l’esigenza di dover arrivare anche a una “sensibilizzazione amministrativa locale”, superando i limiti comunali per cominciare a pensare ad un “unico bacino irpino” di cui tutti sono responsabili, non solo le istituzioni territoriali in cui i bacini sono ubicati.
A questa esigenza si aggiunge la problematica evidenziata da Ferruccio Capone. “Il problema della dispersione nelle condutture – ha affermato il sindaco di Montella – è arrivato a un punto tale che il 50% delle acque immesse nella rete si perde nei tubi”. Un sistema oramai vetusto che richiede manutenzione perché, ha concluso il sindaco “ogni litro che si perde può tranquillamente considerarsi un litro sottratto all’Africa”.
Tema complesso, quindi, quello della risorsa primaria per eccellenza, intorno al quale la delegazione provinciale del FAI mostra tutta la sua attenzione e impegno, forte anche del profondo radicamento territoriale di cui gode e di una rete di relazioni costruita per aprire scrigni e far conoscere aspetti, spesso celati, delle bellezze e delle risorse della nostra terra, come dimostra il programma dei prossimi appuntamenti delle “Giornate del FAI d’Autunno” , che si svolgeranno, il 13 e il 14 ottobre, con visite guidate in località della provincia dove l’acqua è protagonista:

• Le Sorgenti Basse Urciuoli in località Villa San Nicola, fraz. Cesinali
• Le Sorgenti Madonna della Sanità in Caposele
• La Sorgente Peschiera Pollentina in Cassano Irpino
• L’impianto per la potabilizzazione dell’acqua del Lago di Conza in Conza della Campania
• L’Oasi WWF in Conza della Campania
• L’Area Naturalistica e il Museo Etnografico della Bocca del Dragone in Volturara Irpina (AV)

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