Al di là del mare, domenica 21 al Teatro 99posti di Mercogliano.

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12728972_1683392215276173_7208917914489103966_nAl 99Posti di Mercogliano va in scena il secondo appuntamento con la I° rassegna “Teatro per Ragazzi”. Dopo “Doppio senso”, spettacolo sull’educazione stradale, è la volta di “Al di là del Mare” curato da Teatro Assud, la compagnia di promozione sociale nata grazie a “La Casa sulla Roccia” e ai laboratori che vi si sono svolti nell’ambito del percorso di recupero dei tossicodipendenti seguiti presso la storica struttura di solidarietà avellinese.

Al di là del Mare, è una storia che si svolge nell’anno 2040, anche se, a dire il vero, comincia qualche tempo prima (ad occhio e croce proprio alla fine del millennio), ed è ambientata da questa parte del mare, in uno dei tanti “Centri di accoglienza, saluti e rimpatrio” nati negli ultimi anni su questa sponda. Qui vive un popolo civile e democratico, progredito fino al punto di possedere tutto, ma costretto a vivere barricato per difendere il proprio benessere. Infatti una popolazione primitiva che vive al di là del mare minaccia l’equilibrio sociale faticosamente conquistato.

Questi esseri selvaggi sono affamati e poverissimi, disposti a tutto per sopravvivere e perciò pericolosi.
Giungono su questa sponda con mezzi di fortuna, sempre più numerosi ed agguerriti, alla ricerca di cibo e di una nuova dimora. Il popolo civile n’è terrorizzato, ma al tempo stesso è cosciente che non può restare inerte di fronte a tali attacchi.

La storia, i personaggi, la tematica, tutto sembra fin troppo chiaro e consueto, “normale”: ci sono i buoni e i cattivi, persino il finale sembra scontato, invece …

“Al di là del mare” è una favola moderna, che, in forma di divertente allegoria, racconta dei sentimenti contraddittori del mondo “evoluto” (ovvero di quella parte del pianeta Terra che comunemente è detto occidente industrializzato) nei confronti dei popoli che <<vivono al di là del mare>>.

E’ chiaramente ispirata a fatti realmente accaduti, che ancora stanno accadendo in varie parti del mondo e che, nel bene e nel male, ci vedono tutti coinvolti.

Così il mare di questa favola diventa il simbolo di una linea di confine tra noi e “gli altri”, tra bianco e nero, tra nord e sud. Il grande mare della nostra cattiva coscienza ci “difende” di volta in volta dagli “altri mondi”: extracomunitari,  terroni, barboni, zingari, etc.; un mare troppo grande anche solo per immaginare di attraversarlo. Impegnati come siamo a presidiare le nostre “ricchezze”, dimentichiamo troppo spesso che a pochi chilometri di distanza ci sono intere popolazioni che muoiono per fame, o tra gli stenti di una guerra, o più “banalmente” vittime delle torture di regimi dittatoriali.

Lo spettacolo è cantato e ballato, oltre che recitato, e coinvolge sistematicamente il giovanissimo pubblico sul sottile filo tra teatro e gioco, tra esilarante comicità e riflessione, tra il desiderio naturale di voler essere dalla parte dei buoni ed il dubbio che in realtà i “buoni” non sono quelli che pensavamo!

Gran finale il 20 marzo con la Masterclass degli allievi dei Laboratori Teatrali del 99Posti che si esibiranno nello spettacolo “Kappuccetto Rosso”, una fiaba molto conosciuta qui reintrerpretata in modo sorprendente.

 

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