Mensa, 47 lavoratrici in agitazione. UGL: Comune garantisca il servizio.

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«Il Comune di Avellino avrebbe dovuto prendere l’impegno di garantire il servizio mensa scolastica anche con la ditta uscente e poi aspettare la decisione del tribunale amministrativo. Invece, ognuno se ne lava le mani senza preoccuparsi delle necessità di 1400 bambini e delle loro famiglie, oltre che delle 47 lavoratrici che oltretutto da circa 3 anni hanno sottoscritto con l’impresa un contratto cosiddetto ciclico con il quale la ditta beneficia di sgravi mentre per il personale non c’è più in beneficio della disoccupazione».

Con la sentenza del Consiglio di Stato che impone un nuovo stop alla partenza del servizio di refezione scolastica nel Comune di Avellino, il responsabile provinciale dell’Ugl-Terziario Antonio Davidde ribadisce in conferenza stampa che le dipendenti impegnate nel settore «sono stanche di essere prese in giro, anche perché non si tratta certo di stipendi alti, ma di compensi che spaziano tra i 150 e i 400 euro».
Nel salone della sede del sindacato c’è la maggior parte delle lavoratrici, impiegate per poche ore al giorno «due, al massimo quattro per le cuoche – ricorda Davidde -, senza spettanze dallo scorso maggio e ancora in attesa di sapere quando potranno rientrare in servizio».
Di qui la pressante richiesta all’amministrazione comunale del capoluogo perché si individui una soluzione, anche attraverso un affidamento provvisoria del servizio, mentre una ipotesi di taglio dei costi per chi lo rileverà come di un numero inferiore di iscritti rispetto allo scorso anno fa temere anche un eventuale taglio di orari se non di personale.
L’Ugl ha denunciato la situazione di difficoltà delle lavoratrici delle mense fin dalla conferenza stampa convocata dieci giorni fa a piazza del Popolo (leggi qui) e oggi incalza: «È impensabile che con una gara in scadenza a maggio-giugno si arrivi quasi a Natale senza la partenza di un servizio essenziale, a discapito della comunità. Non ci interessa chi vince la gara, noi andiamo avanti per la nostra strada – ripete Davidde – e dopo il 30 ottobre, data dell’udienza fissata dal Consiglio di Stato, scenderemo in campo con le lavoratrici e siamo sicuri di poter vincere questa battaglia».
«Era stato annunciato l’avvio della mensa in conferenza stampa, non ci interessa imputare colpe a nessuno, ma il servizio deve partire perciò metteremo in campo tutte le azioni possibili – dichiara anche il segretario generale dell’Ugl, Costantino Vassiliadis –. Chi amministra e ha ruoli dirigenziali deve assumersi le proprie responsabilità, ma al Comune di Avellino non lo stanno facendo e questo mette in grave difficoltà sia il personale della mensa sia ben 1400 bambini e i loro genitori».

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