Tentato sequestro di persona, condannate 5 persone.

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Due anni e due mesi di reclusione ai domiciliari per Elpidio Galluccio e Diego Bocciero, un anno ed un mese ai domiciliari per Antonio Romagnuolo, Alessio Romagnuolo e Sabato Ferrante, questi ultimi due con pena sospesa in quanto incensurati. E’ la sentenza di primo grado emessa dal gip del tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone per il tentato sequestro di un 20 enne avellinese. La notizia è riportata dal quotidiano Ottopagine.it Il sostituto procuratore Paola Galdo aveva chiesto pene piu’ severe per tutti gli imputati. Tre anni e quattro mesi per Galluccio e Bocciero, due anni e otto mesi per gli altri tre imputati.

I cinque finirono in manette lo scorso aprile in seguito ad un’operazione della DDA di Napoli, accusati di voler sequestrare un 20enne avellinese già noto alle forze dell’ordine in fuga dopo aver sottratto 15mila euro dall’officina nella quale lavorava. La DDA era intervenuta in quanto riteneva che Galluccio e Bocciero avessero voluto in qualche modo favorire il clan Genovese (i dubbi erano sorti dalla provenienza dei soldi) inattivo dal 2003, anche l’accusa di associazione mafiosa è decaduta per la mancanza di elementi.

I 29enni Galluccio e Bocciero titolari dell’officina sono rienuti i mandanti del tentativo di sequestro affidato al 51enne Romagnuolo, al figlio 20enne Alessio ed al 20enne Sabato Ferrante. Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagate altre due persone.

Galluccio e Bocciero già noti alle forze dell’ordine per episodi di spaccio e racket avevano affidato ai tre la ricerca del 20enne che aveva fatto sparire i soldi dall’officina a loro riconducibile. Ricerche iniziate in città tra abitazioni private e hotel dopo aver anche incontrato i familiari del fuggitivo. Tramite la fidanzata del 20enne gli imputati riuscirono a farsi dare le password del profilo facebook ed intercettarlo con la geolocalizzazione a Roma. Messo alle strette il fuggitivo avvertì i Carabinieri che riuscirono a rintracciarlo prima degli aguzzini nella casa di un altro pregiudicato avellinese residente a Roma sottraendole alla vendetta. Attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali gli inquirenti riuscirono a sgominare il tentativo di sequestro.

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