USB Avellino, posizioni organizzative ASl favoriscono privatizzazione.

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usbdalla USB Pubblico Impiego Avellino riceviamo e pubblichiamo

Nonostante la “disorganizzazione” Aziendale nella tenuta delle relazioni sindacali e per l’esiguo margine temporale concesso alle OO.SS. per la formulazione delle osservazioni all’Atto Aziendale, la scrivente O.S. USB – Pubblico Impiego evidenzia che  l’acronimo  ASL  significa Azienda Sanitaria Locale,  e che la mission dell’ASL Avellino, (sancita al punto 5 pag. 11 dell’indice dell’atto aziendale presentato) è “la promozione della tutela della salute dei cittadini nell’ambito territoriale di pertinenza, assicurando processi sanitari e socio-sanitari …”

Appare  doveroso segnalare, con enorme disappunto, le macroscopiche mancanze rilevate nella scheda 1.6 tabella 5 pag. 54 “personale dipendente al 31/12/2015 con il n° degli incarichi precedenti la nuova organizzazione  distinti per ruoli e per qualifica.

Ebbene, nella tabella descritta sono elencati esclusivamente in dettaglio gli incarichi dei dirigenti appartenenti al ruolo sanitario-amministrativo-tecnico e professionale,; invece per quanto concerne il personale del Comparto è indicato esclusivamente il numero dei dipendenti suddivisi per ruolo. A parte le pari opportunità invocate tra tutti i dipendenti, in assenza di questo dato resta difficile individuare i tagli effettuati sugli incarichi al personale del Comparto. Si richiede quindi che la tabella citata sia integrata dei dati mancanti, da parte della U.O.C.  GVRU, citata come fonte dei dati forniti.

 

Osservazioni Allegato A – ORGANIGRAMMA.

asl-avellino2La previsione di n° 02 UOC “Personale dipendente e personale non strutturato” risulta essere inappropriato, basterebbe una UOC Personale Strutturato ed una UOS Personale non strutturato, prevedendo l’incardinamento dell’ufficio ALPI  all’interno dell’UOC Personale, considerato che si occupa dell’attività Intramoenia propria del personale sia dipendente che non strutturato.

Si segnale la mancanza di unità operative semplici “presidi distrettuali nel distretto di Avellino e S. Angelo dei Lombardi

Nel DSM si ravvede una commistione di UU.OO che hanno chiaramente indirizzi e sedi diverse (REMS + SIRE), si suggerisce la previsione di UU:OO diversificate per struttura. Inoltre, la normativa prevede che ogni UOSM deve servire un’utenza compresa tra i 70.000 e i 150.000 abitanti; quindi a tal fine si rappresenta che per il territorio ex ASL Avellino 2 vanno previste n. 2  UU.OO.SS.MM. perché gli abitanti sono circa 270.000, mentre la UOSM Ariano –   S. Angelo dei Lombardi, con identici criteri di parametrazione relativi alla dotazione organica andrà a servire un bacino di utenza di 170.000 abitanti.

Tenendo conto di quanto previsto dalla Regione Campania in riferimento al taglio di 1/3 delle Strutture Complesse, facilmente si rileva la cancellazione di una Struttura Complessa UOSM nel territorio della ex ASL Avellino 2. Infatti, il numero totale delle UU.OO.SS.MM. attualmente esistenti sul predetto territorio è di 4 (Avellino, Atripalda, Solofra, Baiano/Lauro). Quindi, con una semplice operazione matematica, il DSM dovrebbe essere costituito da n. 3 UU.OO.SS.MM., con una copertura pro-capite di un bacino di utenza di circa 146.000 abitanti, e quindi conforme ai parametri previsti per la costituzione di una UOSM. Diversamente, a questa Organizzazione Sindacale risulta impossibile immaginare un’efficiente gestione di un territorio così ampio e dispersivo  assegnato all’unica UOC  UOSM di Avellino.

Si segnala, inoltre, che per quanto riguardo il Dipartimento Strutturale di Prevenzione non  è stato rispettato quanto previsto dalla legge n° 32/94 e ss. mm. e ii. Nello specifico non risultano essere  UU.OO.CC. le Strutture di Igiene e Medicina del Lavoro e Epidemiologia e Prevenzione.

Infine, ci stupisce il conferimento di U.O.C. a Strutture Ospedaliere senza posti letto, c/o il P.O. di Ariano Irpino (Endoscopia Digestiva/Gastroenterologia), penalizzando altre Strutture aziendali.

 

Osservazioni Allegato B – POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Alla lettura dell’allegato B, che elenca le Posizioni Organizzative individuate per il comparto       (n° 49)  si osserva con stupore l’enorme sproporzione tra le P.O. assegnate al personale amministrativo (n° 32 su 293 dipendenti )  e quelle assegnate al personale sanitario (n° 14 su 840) ; occorre inoltre ricordare che numero zero posizioni sono state assegnate al profilo degli Assistenti Sociali e n° 3 al Ruolo Tecnico. Nel dettaglio si osserva che in una Azienda Sanitaria, la cui mission è così ben dettagliata al punto 5 pag. 11 dell’atto aziendale e quindi ispirata al principio della promozione della salute dei cittadini attraverso processi sanitari e socio-sanitari, non sono state previste (anzi sono state in toto annullate quelle già esistenti ) le P.O. sanitarie nei Distretti Sanitari, e poi nelle due UOSM riportate sono state previste solo posizioni organizzative amministrative, e soppresse le P.O. Sanitarie esistenti. Sono forse i Distretti Sanitari e il DSM ad esclusiva valenza amministrativa? Non è stata prevista neanche una posizione organizzativa per il profilo di assistente sociale, neppure nella UOC Coordinamento Socio-Sanitario, nè tantomeno nei Distretti Sanitari e nella UOC Ser.T.. Infine è stata annullata anche la posizione organizzativa sanitaria nella U.O.C. Materno-Infantile.

Pertanto, alla luce di quanto esposto questa O.S. chiede la rimodulazione delle P.O. del comparto ritenendo che ci sia una enorme sperequazione tra il numero delle posizioni organizzative assegnate al personale amministrativo e il restante personale del comparto.

Occorre precisare, inoltre, la poca chiarezza della descrizione delle attività in capo all’affidamento delle Posizioni Organizzative relative a diversi profili.

 

In considerazione di quanto declarato al punto 6 ed al punto 9 della pag. 15 non è stata presa neanche in considerazione l’istituzione dei Servizi delle Professioni Infermieristiche e Ostetriche, delle Professioni Sanitarie Riabilitative, delle Professioni Tecniche Sanitarie e delle Professioni Tecniche della Prevenzione previste dalla legge regionale n° 4 del 10/04/2001, con la quale la Regione Campania disciplina i servizi che esplicano le funzioni individuate dai profili indicati nella legge regionale n ° 251 del 10 Agosto 2000..

CONCLUSIONI: L’Atto Aziendale in questione, così come è stato organizzato continua a favorire la privatizzazione  penalizzando fortemente il Servizio Pubblico ed il fabbisogno sanitario di tutta la popolazione. Non crediamo, tra l’altro, che con il malcontento che serpeggia fortemente tra gli addetti ai lavori questa riorganizzazione improntata soprattutto su tagli  possa condurre al raggiungimento degli obiettivi assegnati a questa Direzione Strategica  dal Governatore della Regione Campania

Avellino, 28/09/2016                                                        

USB Pubblico Impiego

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