E' verde il paradiso, l'Irpinia in 13 racconti, presentazione mercoledì 20 al Circolo della Stampa.

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1f52beef66756d8e74a1f5f359c3e067_LTredici storie per raccontare l’Irpinia. Sarà presentato nel corso di una conferenza stampa prevista mercoledì 20 luglio alle ore 11 presso il Circolo della stampa di Avellino, il libro “E’ verde il Paradiso – Storie nomadi in giro per l’Irpinia”.
All’evento saranno presenti anche i sindaci e gli amministratori di Cairano, Frigento, Gesualdo, Guardia dei Lombardi, Montecalvo, Nusco, Rocca San Felice, S. Angelo dei Lombardi, Teora, Vallata, oltre agli autori del libro.
Tredici racconti d’autore inediti, un vero atto d’amore per questa terra, raccolti nell’antologia curata da Michele Vespasiano e Giandomenico Giordano, presenti alla conferenza stampa.

L’incontro sarà moderato dal giornalista Bruno Guerriero. Il libro è stato stampato dalla tipografia “Le ali di Carta” presso la casa di reclusione di S. Angelo dei Lombardi (edizioni Natan).
I tredici autori, Emilia Bersabea Cirillo, Antonietta Carrabs, Maria Rosaria Del Guercio, Francesco Di Sibio, Giannino Di Stasio, Bruno Guerriero, Giandonato Giordano, Silvana Lattanzio, Tancredi Lisena, Oscar Magi, Angelo Siciliano, Maria Ivana Tanga e Michele Vespasiano, “narrano un’Irpinia epica e malinconica, terra dell’incanto ma anche del disincanto, terra di sofferte partenze e di struggenti ritorni…”
Insieme per rilanciare territori, luoghi, comunità e storie e far conoscere meglio l’Irpinia. Simbolicamente parte da Avellino, un lungo tour, per descrivere la nostra terra, in un modo assolutamente originale e sotto diverse angolazioni, attraversando l’Irpinia, la Campania e il resto d’Italia.

I tredici racconti:
Emilia Bersabea Cirillo, Vetril

Una festa di battesimo a Nusco, raccontata in prima persona dal cameriere Giuseppe Di Stasio, detto Vetril, diventa l’occasione per mostrare invisibili e difficili legami familiari. Ma è anche la possibilità di vivere, per chi è ricco di immaginazione, un incontro indimenticabile.

Antonetta Carrabs, Irpinia, antica mia terra dolce
Intinge la penna nella memoria per dirci di Gesualdo, il suo “nido di terra”. Un viaggio nella suggestione dei ricordi della bambina che fu e la sensibilità della poetessa di oggi. Un viaggio reso ancor più evocativo dai versi che accompagnano il racconto, per dare corpo al volo delle lucciole e ai profumi dei fiori di campo.

Mariarosaria del Guercio, Le chiavi di casa
Un viaggio ancestrale, raccontato dall’autrice in forma onirica, dove ogni parola evoca sensazioni e ricordi che sono il tema del racconto. Le chiavi, protagoniste, simboleggiano il desiderio del ritorno in una terra, l’Irpinia, lasciata per lungo tempo e coltivata in un ricordo nostalgico che diviene vuoto incolmabile di fronte alla trasformazione operata dal tempo e dagli eventi.

Francesco Di Sibio, Il vino di mio padre
La ricerca di un particolare vino mette in viaggio una coppia di italoamericani verso l’Irpinia. Quel vino resta l’ultimo legame con la terra dei genitori, dove ritroveranno luoghi e sapori fino ad allora sentiti raccontare.

Giannino Di Stasio, I miei primi quattro anni
L’autore ha voluto colmare il vuoto di memoria dei suoi primi quattro anni attraverso alcuni episodi aneddotici raccontatigli dalla madre. Con garbo narrativo ha voluto sottolineare che la memoria comunque sia va protetta e coltivata sempre per conoscere meglio se stessi e le vite degli altri.

Giandonato Giordano, L’ultimo pastore del Formicoso
È sotto i rami di un antico tiglio che si chiude la stagione terrena di Angelomaria, protagonista appassionato di una stagione segnata da marce spossanti per antichi tratturi, da stazzi polverosi e morbidi fiocchi di lana.

Bruno Guerriero: Teora, il mistero delle pietre verdi.
Due pietre verdi e un’antica pietra rituale dietro la morte di due giovani amanti. Le indagini di uno scettico commissario di polizia, che dovrà arrendersi alla verità dei fatti.

Silvana Lattanzio, Ritorno a Sant’Angelo
Un luogo dell’anima: il paese dell’Irpinia dove Silvana va a trascorrere i mesi più spensierati della sua giovane vita. Fino a quando la terra trema e inghiotte tutto: amici, parenti, la casa dell’estate. Mesi ed emozioni che non torneranno più. Via social si riaffacciano le sue antiche amicizie: i tre moschettieri, con lei che è d’Artagnan. Si ritrovano dopo 35 anni e tanta vita per riprendere un poker interrotto. E il legame con la terra è subito ripristinato.

Tancredi Lisena, L’amara pizza di ricotta
Una combattuta campagna per eleggere il sindaco di un paese irpino consente di raccontare un’amara sconfitta, vista da dietro il proscenio dell’ufficialità. E con essa le passioni a volte incontrollate dei sostenitori dei candidati.

Oscar Magi: Il gelato di Rosalia.
Il gusto di un gelato a limone e nocciola resta nella memoria di un bambino diventato uomo, segnando indelebilmente i cinque sensi.

Angelo Siciliano, La ragazza madre
Un racconto etnico che ha il ritmo incalzante di una sceneggiatura per un film. Più probabilmente è l’attacco di un romanzo ancora non scritto sugli avi dell’autore, che finora ha privilegiato i versi in prosa ritmica nel dialetto irpino dell’Ottocento. Ma per tutto c’è tempo!

Maria Ivana Tanga, Ottobre vallatese
Un viaggio attraverso i ricordi di una bambina. Refrain di memorie, brandelli di passato, dell’infanzia vallatese.
Suggestioni filtrate dalla memoria di una bambina, come l’odore della legna che in autunno bruciava nei camini, sullo sfondo di montagne viola al tramonto. Le ‘sue’ montagne, quelle che la bambina non dimenticherà mai più.

Michele Vespasiano, Il respiro del minatore
Gli anni in miniera hanno segnato la vita di Erberto, prendendosi il suo respiro ma non l’indomita fierezza. È l’amore di Marietta che lo sprona a cercare nuove motivazioni per la sua vita, spesa in Irpinia più che nelle cave carbonifere belghe.

Il libro è una raccolta di racconti che, in filigrana, parlano dell’Irpinia. Però non vuole essere una sorta di memoir collettivo, né solo una silloge di storie inventate. Raccoglie piuttosto suggestioni che dicono di luoghi dove non esistono orizzonti ma incontri con le persone.
Nasce, così, un viaggio narrativo che è una sorta di moto a luogo dell’anima; una sorta di romanzo popolare, dunque, in cui chiunque abbia vissuto o semplicemente conosciuto questa parte della Campania si potrà riconoscere.
Il “viaggio” si dipana lungo tredici racconti, scritti da altrettanti autori, residenti in Irpinia o che vivono altrove in Italia e che non hanno mai inteso recidere il cordone ombelicale con la loro terra natia. Tredici storie nomadi che narrano una terra epica e malinconica, luogo dell’incanto ma anche del disincanto, di sofferte partenze e di struggenti ritorni. Una riscoperta proustiana dei luoghi, con una mitizzazione delle località che ispirano i racconti, nei quali, però, è possibile ritrovare tutti i paesi della “terra di mezzo”.

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