Gesualdo, è scontro tra Foti e Cipriano, il sindaco: teatro usato per promuovere immagine personale. La replica: si vergogni.

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Mentre il Consiglio Comunale deve procedere alla liquidazione dell’Ente Teatro Gesualdo, divampa la polemica tra il Sindaco Paolo Foti e l’ex presidente Luca Cipriano.

«Al di là delle narrazioni suggestive tipiche del martirologio da social network, ciò che emerge dai numeri veritieri, una gestione opaca e discutibile del Teatro “Carlo Gesualdo».

«Una gestione opaca e discutibile –rilancia Foti- paragonata, da un tecnico non da un politico, a quella di una salsamenteria di paese. Di fronte a numeri che parlano chiaro, certa politica dovrebbe avere almeno la decenza di arrossire per lungo tempo. Da sindaco poi devo avvertire i cittadini che in questi giorni vedono la pubblicità ingannevole di mega cartelloni. Ai cittadini dico di essere molto attenti, consiglio di approfondire le attività di gestione e liquidazione del Teatro: un patrimonio utilizzato in termini autoreferenziali, per promuovere la propria immagine senza alcun rispetto dell’interesse pubblico. Quel mai più che campeggia da quei cartelloni, lo rispedisco al mittente».

«Ricordo che dopo le dimissioni del consiglio di amministrazione si è preso atto sin dall’inizio di una situazione difficile, preoccupante e disastrosa che restituiva anomalie e non concordanze rilevate dai revisori dei conti dopo la verifica di cassa. E’ stato necessario far passare al setaccio tre anni di gestione (2013, 14, 15), dal professore Terracciano (consulente del Comune) che ha dovuto svolgere un lavoro difficilissimo, vista l’impossibilità di reperire atti se non presso terzi. Con il suo parer pro veritate, Terracciano– prosegue il sindaco- ha consegnato a noi un manuale completo e documentato di tutte le cattive pratiche della pubblica amministrazione. Anche Feola, da commissario, ha segnalato alle autorità competenti la mancanza di registri di cassa e giornali mastri. Di particolare gravità la circostanza che non si è rilevata traccia alcuna nella determinazione degli affidamenti dei servizi che non avevano a monte un impegno contabile registrato in appositi capitoli di bilancio. Il liquidatore ha precisato che i mandati di pagamento erano privi di castelletto, codifica di bilancio, codice identificativo gara, codice identificativo del progetto. Elementi introdotti solo dalla gestione commissariale iniziata dopo le dimissioni del vecchio cda. Gli affidamenti erano effettuati in violazione degli obblighi di evidenza pubblica, rotazione, pubblicità e trasparenza. Tutti caratterizzati da assoluta discrezionalità».

Foti però inquadra come elemento «più grave l’ammanco di cassa di 115mila euro, rispetto al quale il Comune ha trasmesso tutto alla Corte dei Conti, e messo in mora Cipriano, Santaniello e Gebbia, oltre l’ex direttore amministrativo Dario Bavaro. Toccherà ora alla Corte dei Conti determinare l’effettiva responsabilità».

Luca Cipriano non ci sta a passare per l’artefice della chiusura del Teatro Gesualdo. L’ex presidente domattina terrà una conferenza stampa per replicare alle affermazioni del sindaco Paolo Foti e di una parte del consiglio comunale “Il sindaco ha chiuso il suo intervento dicento che quacuno dovrebbe arrossire di vergogna, mi fa piacere che abbia fatto autocritica. L’unico che deve arrossire di vergogna per la faccia tosta a venire in un’aula consiliare a raccontare una sequela di fatti interpretati in maniera fantasiosa e ridicola si chiama Paolo Foti, e gli altri consiglieri che hanno la faccia tosta a partire dalla signora Ida Grella, di parlare di disonestà intellettuale riferendosi a me o ai componenti del consiglio di amministrazione. Il dato che emerge questa sera, che di facce toste ce ne sono diverse, che di persone che dovrebbero arrossire ce ne son odiverse, ma come giustamente ha ricordato il sindaco abbiano le ore contate. Questa gente non la vedremo Mai Più entrare a Palazzo di Città”.

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