Lo Smart Working, una tipologia di lavoro ancora poco diffusa in Italia.

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alfonsoangrisani21a cura di Alfonso Angrisani  Segreteria Nazionale Fisapi – responsabile nazionale conciliazione sindacale e bilateralità

Il diritto del lavoro in Italia, molte volte  risulta ancorato a vecchi schemi, per molti aspetti anacronistico, pesante e non in passo con i tempi,  in diverse occasioni  ci troviamo di fronte a norme pesanti e desuete  che non seguono l’evoluzione dell’economia; la snellezza, la flessibilità, la voglia di superare vecchie concezioni , viene frenata da vecchi risentimenti  ideologici che appartengono ad un mondo che non esiste più,  infatti mente in altri paesi,  il legislatore si preoccupa di  risolvere le problematiche vere del rapporto che intercorre tra lavoratori e datori di lavoro, il nostro sistema invece molte volte  preferisce inseguire  opinioni  di alcuni protagonisti della scena politica, dove ci si preoccupa più di mantenere  i voti che di affrontare le problematiche vere del diritto del lavoro, che interessano i giovani, le famiglie, le imprese ed i lavoratori .

Esaurita questa introduzione che  potrebbe apparire polemica entriamo nel cuore dell’articolo facendo capire al lettore  Cosa significa  Smart Working? Oppure Lavoro Agevole?

Trattasi   “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” stabilita mediante accordo tra le parti, caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici, eseguito in parte all’interno dell’azienda in parte all’esterno.

Le prestazioni lavorative  possono essere  svolte direttamente dalla propria abitazione  con l’ausilio di mezzi informatici.

Secondo una stima del Politecnico di Milano i lavoratori smart sono circa 250 mila, ovvero il 7% dei dipendenti.. Significative anche le cifre che riguardano il numero di aziende coinvolte. Nel 2016 è stato adottato dal 30% delle grandi imprese contro il 17% dell’anno precedente.  Si ricorda che grandi gruppi industriali e bancari ricorrono alla presente  modalità .

Notevoli risparmi in termini di costi vengono abbattuti  per l’azienda e per il lavoratore, precisando altresi che  valgono gli stessi diritti  in termini di tutela e di retribuzione . questo è stabilito anche dai vari accordi collettivi che disciplinano l’istituto oppure ne hanno fatto apposita previsione .

Lo scorso 9 Marzo la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge che introduce  questa modalità esecutiva si attende  ora  l’esame  del Senato, si chiarisce che  il provvedimento votato dai deputati  tiene conto di due aspetti importanti il primo viene garantito lo stesso trattamento economico per coloro che lavorano in azienda, inoltre si da diritto al riposo che in questo caso viene chiamato disconnessione .

Nel resto d’Europa  il presente istituto risulta diffuso ed appare come un valido sostegno per i giovani .

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