Avellino, il giorno del ricorso, sit in dei tifosi. Taccone: trattati in modo infame, rischiamo esclusione per un cavillo. Chiacchio: partita aperta. Sentenza nel pomeriggio.

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Sono circa un centinaio gli ultrà dell’Avellino riuniti in un sit in davanti al Coni, all’altezza dell’obelisco del Foro Italico, in occasione della discussione innanzi al Collegio di Garanzia dello Sport sul ricorso della società irpina contro la mancata iscrizione in Serie B a seguito di irregolarità amministrative. I tifosi, che hanno intonato cori con fumogeni e tamburi, oltre a contestare il presidente Walter Taccone, sono stati raggruppati dalle forze dell’ordine dietro uno striscione con la scritta “Salviamo l’Avellino”.

“Sappiamo che è un’impresa difficile ma abbiamo fondate speranze che il ricorso possa essere accolto, la partita è aperta. Certamente la difesa delle altre parti è stata dura, con la Figc, la Procura generale dello Sport e la Ternana come terza parte interessata: a un certo punto ci siamo sentiti soli contro il mondo. Sotto certi profili è stato triste”. Così l’avvocato dell’Avellino, Eduardo Chiacchio, al termine della discussione del ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport, in merito all’esclusione della società irpina dal campionato di Serie B per irregolarità amministrative.”L’Avellino merita il massimo – ha aggiunto Chiacchio – ed è triste vedere disparità di trattamento con altre società. Se l’Avellino sarà escluso e in futuro dovessimo registrare un’apertura dei termini per altre società per fideiussioni nulle, per non dire false, sarebbe uno scempio all’interno della giustizia sportiva e della Figc e qualcuno dovrebbe porre rimedio. Attendo la sentenza nel pomeriggio, sono fiducioso”.

“L’Avellino rischia di restare fuori dal campionato di Serie B per un cavillo. Siamo stati trattati in modo infame”. Questo lo sfogo del presidente dell’Avellino, Walter Taccone, al termine dell’udienza di fronte al Collegio di Garanzia dello Sport, chiamato oggi a giudicare il ricorso del club irpino contro l’esclusione dalla Serie B per irregolarità amministrative. “Io faccio un altro mestiere, sono un medico e ho messo tanti soldi nell’Avellino – ha aggiunto il numero uno del club campano – Poche settimane fa, ho fatto un aumento di capitale da 3,7 milioni di euro, abbiamo tre fideiussioni in mano ma ora corriamo il rischio di essere eliminati dal calcio per un cavillo, per poche migliaia di euro. Mi appello a questa corte non per me, ma per i tifosi che stanno qui fuori”. (ANSA)

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