Allo Sponz di Calitri Morgan e la Trap Fest.

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23 agosto 2019. Nel Vallone Cupo di Calitri una delle tre serate della “Peste” allo Sponz. Ed è la discussa Trap Fest. Young Signorino ha già fatto rivoltare, nel fango dell’arena, più di un fan del festival e di Vinicio Capossela. Ora si aggiunge Morgan, reduce dalle polemiche avellinesi. Neri Marcore’ come ospite. Ed altri. In attesa di raccontare quella notte, ecco il lancio degli organizzatori:

La peste arriva e si muove tra noi in maschera, come nel celebre racconto di Edgar Allan Poe. Corrompe l’umanità e la dissolve , come ne La peste scarlatta di Jack London. Muove monatti e untori, nascosti da cappucci e genera false credenze. Sempre mette a nudo l’uomo dalla maschera delle convenzioni sociali, in quella specie di carnevale al rovescio che è la Morte. La peste viaggia sul web che è  anche il luogo delle maschere, degli infingimenti, della proiezione e moltiplicazione delle personalità.

La maschera può modificare il volto oppure la voce come fanno l’autotune o l’emulazione vocale. Il suono dell’epoca è il suono dall’autotune, l’intonatore artificiale di voci, icona sonora del genere trap. Un suono che dà vita ad un nuovo codice estetico, rivendica un’appartenenza. La trap è pestilenza almeno quanto è forza vitale venuta da sotto, underground, ed entrata a castello. Un rigurgito di nichilismo post punk, nell’epoca della mercificazione di tutto. La santificazione della merce, del marchio, del danaro come totem.

Ma in questo gioco del rovescio è la pestilenza ad essere la maschera, che la serata e i suoi ospiti serviranno a disvelare, a partire da Young Signorino, una delle voci più originali e controverse della scena, per molti versi la proposta più estrema arrivata dall’universo trap.

E poi Ntò, fondatore del gruppo rap campano CoSang e in seguito apprezzato solista. Rap, hip hop, pulp, grottesco, poliziesco, il suo, capace di insinuarsi tra le maglie di “Gomorra – la serie” e di dare vita a video e film dai continui rimandi cinematografici. Il Premio Anna Magnani ricevuto per il film “All night long” in compagnia di Giancarlo Giannini e Valeria Golino conferma l’efficacia e l’originalità del suo linguaggio.

Cantautore, artista, anima fragile, performer istrionico, divulgatore instancabile, un vero corsaro in grado di veleggiare tra le pestilenze contemporanee, ecco poi capitan Morgan, poeta dadaista che maschera sé stesso con la sincerità della sua vita cresciuta in pubblico.

Un gruppo miracoloso, una voce che si è fusa nel battito del dub, nella trance, nel pop e nella tradizione musicale ebraica e non si è mai fermata, quella di Raiz, qui di nuovo con Almamegretta, la band che sacerdoti del suono come i Massive Attack ci invidiano. Ascoltare brani come Figli di Annibale o Fattallà, che 20 anni fa erano denuncia, ha oggi il tono della profezia compiuta.

Il cortocircuito corre sul filo. Una voce mascherata capace di portare i testi più crudamente trappisti ai registri del più grande bardo nazionale, The Andrè. La sensazione straniante di essere nel mezzo di un contagio provocatorio e pensante. 

Un dissacratore di ogni genere, in grado di mimetizzarsi con la voce, dal neomelodico all’indie, alla trap, il meraviglioso EnzoSavastano fresco di Premio Musicultura, con Le mogli dei cantanti famosi. I loro interventi musicali saranno intermezzati dal più grande emulatore e modificatore di voci umane, dai tempi di Alighiero Noschese: Neri Marcorè.

Non mancherà un elemento scenografico di inclusione per il pubblico: maschera per bocca monouso traspirante anti-peste.

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