Cos’è la fideiussione e in quali situazioni può servire?

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Se avete fatto richiesta per un mutuo o un prestito, molto probabilmente saprete già che cos’è una fideiussione. Con tale nome viene indicato un contratto con il quale un istituto di credito (una banca o un’assicurazione), che svolge il ruolo di garante, si impegna a pagare un debito contratto da un altro soggetto (qualora questi non sia più in grado di provvedere al saldo), nei confronti di un beneficiario. In linea generale, questo serve nel caso in cui il debitore (o contraente) non possa fornire le garanzie necessarie per poter stipulare un determinato tipo di contratto. Ma quali sono le situazioni in cui può essere richiesta una fideiussione? Vediamole insieme in questo articolo.

Mutuo al 100 per cento

Il mutuo al 100% è un finanziamento per l’acquisto della prima casa che va a coprire almeno l’80% del valore dell’immobile. Online si possono trovare diversi preventivi per un mutuo al 100 per cento con facile.it, che consente di fare il confronto e scegliere l’istituto di credito che offre le condizioni più vantaggiose. Questo tipo di mutuo si rivela molto vantaggioso per i contraenti, soprattutto per le giovani coppie: dato che viene coperto nella maggior parte dei casi l’intero valore dell’abitazione, i contraenti non hanno bisogno di avere a disposizione della liquidità aggiuntiva per raggiungere la somma richiesta al momento dell’acquisto della casa. Di contro, proprio per questo motivo gli istituti di credito richiedono garanzie maggiori rispetto a quelle necessarie per contrarre un mutuo “standard”, fra cui per l’appunto una fideiussione ma anche l’ipoteca sull’immobile.

Fideiussione per aziende e società

Oltre alle giovani coppie, anche le piccole e medie imprese devono avere bene in mente che cos’è la fideiussione e quando serve. In primis, in Italia la fideiussione (bancaria o assicurativa) è obbligatoria quando un’impresa si presenta a una gara per l’esecuzione di un appalto pubblico, ovvero quando si candida come soggetto che si occupi della realizzazione di un’opera pubblica, della prestazione di servizi o della fornitura di beni. In secondo luogo, questa tipologia di garanzia si è a mano a mano diffusa anche per vari altri ambiti contrattuali tra privati o società, visto che permette una certa adattabilità a diversi settori merceologici. Le richieste di fideiussioni hanno preso piede in particolare nel campo edile e per tutti quei settori che prevedono attività di import/export; con la polizza fideiussoria, infatti, l’Agenzia Doganale si tutela dal mancato pagamento della tariffa doganale da parte dell’azienda trasportatrice.

La fideiussione come garanzia d’affitto

Anche nel momento in cui si stipula un contratto di locazione può essere necessario ricorrere a una fideiussione, nella maggior parte dei casi bancaria (ma può essere anche assicurativa). In questo caso, è chi mette a disposizione in affitto un immobile di sua proprietà a richiedere all’affittuario questo tipo di garanzia, in modo da proteggersi qualora l’inquilino non sia in grado di adempiere al pagamento del canone di locazione. In caso di inadempienza del locatario, infatti, l’unica alternativa per chi affitta per recuperare i soldi mancanti sarebbe avviare la procedura di sfratto e notificare un decreto ingiuntivo, ma questo naturalmente porterebbe a notevoli spese legali. Proprio per questo motivo, richiedere una fideiussione per avviare il contratto di locazione risulta essere la soluzione migliore.

Per il rimborso dell’IVA

In alcuni casi, un soggetto (privato o azienda) può maturare dei crediti IVA nei confronti dello Stato. Se l’importo di tali crediti supera una determinata soglia (circa 2500 euro), è possibile richiederne il rimborso; fino a 30.000 euro non ci sarà bisogno di ottenere garanzie aggiuntive, ma sarà comunque necessario presentare tutta una serie di documenti. Se per i privati si tratta di una lista di documenti abbastanza breve, per le società l’elenco si allunga: è obbligatorio infatti far pervenire la copia dell’atto costitutivo della Società, l’ultimo bilancio aziendale, il certificato camerale, la copia del modello unico e dei documenti di identità di tutti i soci e infine la copia del documento d’identità del rappresentante legale.

 

Se il rimborso IVA dovuto ha un importo superiore a 30.000 euro, invece, sarà necessario presentare una polizza fideiussoria, che fungerà da garanzia per lo Stato nel caso in cui degli accertamenti mettessero in luce che il rimborso non era dovuto, in tutto o in parte.

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