IIA, sindacati sul piede di guerra: finito tempo degli alibi.

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La vertenza ex Irisbus rischia di riaprirsi. Le segreterie nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, scrivono al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, ai consiglieri regionali e ai deputati irpini e a tutti i sindaci della Valle Ufita e lanciano l’allarme sul rischio che il programma industriale IIA possa arenarsi.

«In riferimento alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’amministratore della Industria Italiana Autobus nell’esprimere tutto il disappunto per le provocazioni ricevute- scrivono i sindacati- riteniamo doveroso chiarire come stanno realmente le cose. Le esternazioni fatte da Del Rosso legittimano la preoccupazione del sindacato espressa in queste ultime settimane, appare evidente la difficoltà da parte di Industria italiana autobus di dare concretezza al progetto di rilancio dello stabilimento di Flumeri e ciò, nonostante gli impegni assunti nei vari incontri ministeriali. Le organizzazioni sindacali evidenziano che le sollecitazioni rivolte a Fiat da parte del governo e del sindacato circa quattro anni fa per affidare agevolmente lo stabilimento di Flumeri e le aree adiacenti al signor Del Rosso, avevano come unico e nobile presupposto il rilancio produttivo del sito ed il mantenimento dei livelli occupazionali. Per queste ragioni la posizione espressa da Del Rosso di produrre gli autobus dove vuole senza dar conto a nessuno e di fittare o vendere parti dello stabilimento, appare in evidente contrasto con i propositi da tutte le parti condivisi presso la sede del Ministero dello sviluppo economico. Del Rosso può fittare e vendere pezzi della sua proprietà di Flumeri a condizione che non metta in discussione il progetto industriale per cui gli è stato affidato lo stabilimento».

Un quadro profondamente cambiato dopo tre anni e mezzo, secondo i sindacati: «dopo aver sostenuto IIA in tutte le sedi, sia nei confronti di Invitalia per l’affidamento del finanziamento di oltre 20 milioni di euro, sia per l’aggiudicazione delle gare, ci ritroviamo ampiamente lontani dai propositi auspicati e dagli impegni assunti nelle sedi preposte. Certo scontiamo anche i ritardi dell’affidamento del fondo PMI, ma considerato lo stato di avanzamento del progetto industriale dello stabilimento di Flumeri, registriamo palesi ritardi nelle attività produttive programmate indipendentemente dall’erogazione del fondo anche da parte di Del Rosso. Pensiamo che il tempo degli alibi per giustificare i propri ritardi sia finito per tutti e chiediamo di fare chiarezza sullo stato della vertenza. Avvertiamo la necessità di avere quanto prima un incontro ministeriale per comprendere e chiarire le difficoltà e le responsabilità della frenata che ha avuto il processo di industrializzazione del sito di Flumeri».

Venerdì 15 giugno, alle 18 presso il castello D’Aquino di Grottaminarda, sindacati e lavoratori terranno un confronto pubblico a cui invitano i sindaci della Valle dell’Ufita, i deputati regionali, i deputati nazionali irpini «per approfondire e definire una linea comune che abbia un unico obiettivo: ridare una prospettiva alla fabbrica di Flumeri ed ai suoi 300 dipendenti».

Sul caso IIA interviene anche il deputato del M5S Generoso Maraia che definisce «ingiusto l’attacco rivolto a lavoratori i quali hanno la sola “colpa” di essere comprensibilmente preoccupati dal mancato rilancio degli stabilimenti Italiani, in particolare quello di Flumeri». Il parlamentare irpino continua «forse Del Rosso dimentica che gli stabilimenti di Industria Italiana Autobus gli sono stati regalati dal Governo PD e da Renzi e forse dimentica anche che, ad oggi, la sua azienda si è vista accordare
finanziamenti pubblici da parte di Invitalia per complessivi 17 milioni di euro. Forse Del Rosso dimentica che ad oggi non è lui a pagare gran parte degli stipendi degli operai, ma è lo Stato italiano a pagarli versando
le integrazioni salariali attraverso lo strumento della cassa integrazione. Al di là di tutto credo fermamente che sia opportuno abbassare i toni, cooperare in buona fede e sedersi intorno ad un tavolo in presenza sia
dell’azienda che dei lavoratori per discutere dei problemi che vive Industria Italiana Autobus. In attesa che il Ministero appena rinnovatosi organizzi le sue attività, sarebbe positivo partire proprio da un incontro con tutte le parti presso le sedi di Invitalia, al fine di parlare da un lato dell’andamento degli investimenti pubblici già accordati a Del Rosso per 17 milioni di euro e dall’altro della possibilità di intraprendere scelte sul futuro dell’azienda che siano condivise con i lavoratori e che consentano di consolidare i due
obiettivi da sempre centrali: la tutela dei posti di lavoro e la permanenza della produzione in Italia».

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