Eolico, Bisaccia pronta alla mobilitazione.

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Ritorna a Bisaccia l’allarme eolico. La denuncia porta la firma di alcuni attivisti che chiedono agli amministratori di maggioranza e opposizione di chiarire la situazione e alla popolazione di mobilitarsi. Qualche anno fa il territorio comunale era stato dichiarato dalla Regione Campania “saturo”. In pratica non erano più possibili nuove installazioni di pale eoliche. Lo stop però sarebbe di fatto saltato, di qui il nuovo caso.
“Da alcuni giorni – riferiscono in una nota Michele De Gianni, Donato Sena, Claudio Morano e Antonio Pagliarulo – riceviamo e raccogliamo segnalazioni in merito a due procedimenti autorizzativi in corso per l’installazione, rispettivamente, di 15 pale eoliche al di sotto del Convento, sul versante sinistro del torrente Isca fino ad arrivare a Calaggio, e di altrettante pale in località Speca-Piani S.Pietro, sul lato destro della strada che da Bisaccia porta a Calitri. Stiamo cercando di acquisire informazioni più approfondite per avere maggiori dati a disposizione su cui discutere. Dalle prime notizie, comunque da verificare, pare che si tratti di procedimenti avviati nel 2014, poi sospesi, ora ripresi. Come molti avranno imparato in questi anni, l’autorizzazione è di competenza della Regione; pensavamo che aver dichiarato, con una legge regionale, Bisaccia “Comune saturo” di impianti eolici avesse messo fine a questo stillicidio, ma pare che non sia più così: la legge regionale sarebbe stata smontata da sentenze dei Tribunali amministrativi e tutto sarebbe tornato in discussione. Sembra che il Comune di Bisaccia, nel 2016, abbia inviato alla Regione alcuni pareri negativi in merito al primo progetto, ma che non siano stati avviati ricorsi formali nei tempi e nei modi previsti dalla procedura amministrativa. Non sappiamo molto altro per il momento, né abbiamo la certezza documentale delle informazioni raccolte; soprattutto non conosciamo la fase di avanzamento dei procedimenti, che potrebbero pericolosamente chiudersi in qualche settimana così come potrebbero durare ancora alcuni mesi”.
“Pensiamo non ci sia da perdere nemmeno un minuto in più a partire da adesso, perché dobbiamo, ad ogni costo, impedire che la proliferazione degli impianti eolici continui sul territorio di Bisaccia, già gravato da centinaia di pale e non più ulteriormente sacrificabile – continuano gli attivisti – . Abbiamo chiesto informazioni sia a consiglieri di maggioranza che di opposizione, i quali, per le vie brevi, ci hanno garantito massima attenzione sull’argomento. Ma, a questo punto, crediamo che sia necessario monitorare questi progetti in forma pubblica”.
Poi le richieste: 
1) Al sindaco e alla maggioranza, di riferire pubblicamente sullo stato dei procedimenti e sulle azioni che intendono intraprendere, mettendo immediatamente a disposizione, di chiunque ne facesse richiesta, tutta la documentazione: progetti, verbali delle conferenze dei servizi, evidenze dei pareri forniti e quant’altro ricevuto o prodotto.
2) All’opposizione, di svolgere la sua funzione di verifica all’interno dell’amministrazione comunale e di riferire pubblicamente le carenze o mancanze che dovessero essere riscontrate, nonché di presentare proposte e interrogazioni necessarie ad approfondire la questione.
3) Ai cittadini, di partecipare attivamente al monitoraggio della situazione, anche nelle forme organizzate che si vorranno intraprendere; a tal proposito, come già fatto in altre occasioni, proponiamo la formazione di un comitato che, intraprendendo un proprio percorso indipendente, faccia sentire la voce dei cittadini, anche con la produzione di osservazioni ai progetti, in tutte le sedi competenti, fino a quelle decisionali in Regione Campania.
4) Alla classe politica tutta, di adoperarsi in ogni modo e in ogni luogo per bloccare definitivamente questi progetti che il nostro territorio non può ulteriormente sopportare.
“Se come immaginiamo i progetti saranno confermati – è qui l’appello finale – invitiamo tutti alla costruzione di un blocco sociale e politico che si opponga con ogni mezzo a questi progetti, intraprendendo una dura battaglia: non dovremo lasciar accadere, ancora una volta, che il nostro territorio sia sacrificato nell’indifferenza o, ben che vada, nella consapevolezza di pochi intimi. dovremo andare fino in fondo. Perciò sarà necessaria una mobilitazione generale”.

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