La manifestazione di Solofra per l’Ospedale.

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Negozi chiusi, serrande abbassate a Solofra per protestare contro la chiusura del pronto soccorso. C’è molta politica e ci sono diversi amministratori nel piazzale dell’ospedale Landolfi. Ma sono i cittadini a farsi sentire, con voci e striscioni. Nel mirino il governatore Vincenzo De Luca e i consiglieri regionali Enzo Alaia e Maurizio Petracca. “Imbecilli noi che vi abbiamo votato”, recitano i cartelli.

A difesa del presto ospedaliero il consigliere del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Ciampi: “Oggi è un’occasione importante per ribadire il ruolo centrale della medicina territoriale. Pensare che la provincia possa avere solo tre presidi di pronto soccorso, Avellino, Ariano e Sant’Angelo, è assurdo. Ma ne discuteremo già nel prossimo consiglio regionale”, chiosa.

Un altro consigliere regionale, Livio Petitto, intende portare la vicenda a Roma, al tavolo del ministro della Salute Roberto Speranza. “Saremo a Roma mercoledì con quei sindaci che non penso siano imbecilli, per mettere sul tavolo della discussione la vicenda. Noi abbiamo l’obbligo di ascoltare la gente”, dichiara con riferimento alle parole del governatore.

Il sindaco di Solofra, Michele Vignola, parla a lungo sul palco: “Questa gente – dice riferito ai lavoratori delle aziende – non è abituata a fermarsi ma oggi lo fa. C’è qualcuno che definisce  questo esercizio di democrazia come una battaglia campanilistica o ammuina. Non è così. Parlano i dati per Solofra, non quelli del 2020. Parlano gli accessi al pronto soccorso, un territorio vasto sull’autostrada e con un distretto industriale“.

Non sono tantissimi i sindaci. Tra questi Salvatore Vecchia, sindaco di Cassano Irpino: “È una battaglia per i servizi alle aree interne. Quello che accade oggi a Solofra potrebbe accadere ovunque. De Luca si è rimangiato le sue promesse“.

Da Vecchia al collega di partito Ugo Grassi. Per il senatore della Lega “il problema di oggi parte da lontano. De Luca non ha mantenuto gli impegni, ha tranquillizzato nel breve periodo e poi ha tagliato. De Luca è sordo e proveremo a farci sentire a Roma, ben sapendo che la competenza in materia sanitaria è della Regione. Ma anche per De Luca arriverà la resa dei conti“.

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