riceviamo e pubblichiamo
LETTERA APERTA
ai cittadini,
alle istituzioni,
agli organi di informazione
Come Comitato Agricoltori Avellinesi MVS sentiamo il dovere civico di intervenire pubblicamente su una questione che non riguarda solo il mondo agricolo, ma la salute, l’economia e il futuro dei nostri territori.
Un tema spesso trattato come tecnico o lontano, ma che in realtà ha conseguenze molto concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, sul lavoro degli agricoltori e sulla sopravvivenza delle aree interne.
Vogliamo essere chiari fin dall’inizio:
L’Italia è un Paese che vive anche di esportazioni e relazioni economiche globali.
Tuttavia, il libero scambio può dirsi tale solo se fondato su regole uguali per tutti.
Oggi questo equilibrio non esiste.
Gli agricoltori italiani sono sottoposti a norme ambientali e sanitarie molto rigide, a controlli severi, a disciplinari stringenti e a costi di produzione elevati.
Tutto ciò è giusto e necessario per garantire sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e qualità del cibo.
Ma non è accettabile che sul mercato europeo arrivino prodotti agricoli provenienti da Paesi che non rispettano gli stessi standard, che utilizzano sostanze vietate in Europa e che operano con costi drasticamente inferiori.
Questa non è concorrenza leale.
È una forma di concorrenza sleale che mette fuori mercato gli agricoltori locali, abbassa la qualità complessiva del cibo e scarica i rischi sui consumatori. A perdere non sono solo i produttori, ma l’intera collettività.
IL TEMA ASSUME UN PESO ANCORA MAGGIORE SE CALATO NELLA REALTÀ DELL’IRPINIA.
Lo spopolamento delle aree interne non è una fatalità. E’ la conseguenza diretta di politiche che rendono sempre meno sostenibile vivere e lavorare in questi territori.
Quando l’agricoltura non garantisce reddito, quando i costi aumentano e i prezzi riconosciuti ai produttori diminuiscono, i giovani sono costretti ad andare via, le aziende chiudono, i paesi si svuotano.
Ogni azienda agricola che chiude è una perdita per l’intera comunità:
Accordi commerciali squilibrati rischiano di accelerare questo processo, aggravando una crisi già profonda.
PER QUESTO PARLIAMO DI SOVRANITÀ ALIMENTARE,
non come slogan ideologico ma come principio concreto.
Sovranità alimentare
Il cibo non può essere trattato come una merce qualsiasi.
È un diritto fondamentale e un bene comune.
Difendere l’agricoltura locale significa difendere:
e
Rivolgiamo quindi un appello alle istituzioni, nazionali e locali, affinché le politiche agricole e commerciali tengano conto delle specificità delle aree interne e tutelino realmente chi produce nel rispetto delle regole.
Chiediamo informazione, trasparenza e confronto pubblico, perché decisioni di questa portata non possono essere prese senza ascoltare i territori.
SENZA AGRICOLTURA NON C’È TERRITORIO.
SENZA TERRITORIO NON C’È FUTURO.
Avellino, gennaio 2026 Roberto Lauro per il Comitato Agricoltori Avellinesi MVS
































