“La qualità e la rintracciabilità nella filiera della Dieta Mediterranea“. I risultati del Convegno di Benevento.

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Pieno di spunti e riflessione Il “dialogo su La qualità e la rintracciabilità nella filiera della Dieta Mediterranea che si è tenuto a Benevento nell’ambito del Forum delle culture organizzato dalla Fondazione IT BACT.

Già dal programma si ipotizzavano spunti interessanti. Le aspettative non sono state disilluse.

L’’incontro ha potuto contare sulla presenza di Carmine Nardone che ha trattato il tema inerente l’importanza dell’innovazione nella valorizzazione della dieta mediterranea e nella qualità e rintracciabilità dei prodotti, a cui poi si è associato il professore  Rampone che ha illustrata la nuova app creata proprio per la valorizzazione delle tipicità locali nel’ottica di informare il consumatore e/o fruitore di un territorio.

Sono poi  seguiti gli interventi di di Alfonso Siani , Luigi Frusciante, Raffaele, Sibilio Pasquale  Barbalace, Salvatore Basile  ognuno dei quali ha evidenziato la necessità di un approccio sinergico  sia per la tutela del  consumatore che per la qualità stessa del prodotto.

Vito Amendolara ha invece evidenziato a necessità di una corretta gestione  del riconoscimento della Dieta mediterranea quale bene immateriale dell’Unesco.

I lavori sono stati chiusi da Roberto Cerrato, direttore dell’associazione paesaggi vitivinicoli  del Piemonte.

Cerrato ha presentato il progetto inerente la candidatura dell’area  Langhe Roerro e Monferrato

Il progetto, proposto dall’Unione dei Comuni “Colline di Langhe e del Barolo”, ha l’obiettivo di individuare gli elementi di criticità presenti  con particolare attenzione agli insediamenti produttivi e industriali ritenuti incongrui rispetto al contesto paesaggistico di valore e proporre interventi di mitigazione e/o mascheramento concretamente realizzabili, progetti pilota esportabili in contesti limitrofi o affini, in grado di valorizzare il paesaggio vitivinicolo delle colline della Langa e promuovere e attivare processi sinergici di generale miglioramento della qualità del paesaggio e sensibilizzazione delle comunità coinvolte.

L’area è stata candidata quale bene Unesco. La candidatura è stata promossa e portata avanti dalla Regione Piemonte, dalle Province di Alessandria, Asti e Cuneo e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e il Paesaggio, con la supervisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il supporto tecnico di SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione).

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