Non basta un super Montipò ad evitare la sconfitta del Benevento a San Siro contro il Milan.

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Il Milan torna a sorridere. I rossoneri ritrovano Ibrahimovic e il successo dopo due sconfitte di fila: con il 2-0 al Benevento la squadra di Pioli sale momentaneamente al secondo posto scavalcando l’Atalanta (ma domani tocca alle altre avversarie) e si rimette in marcia per la Champions.

Protagonisti del match di San Siro Calhanoglu, che sblocca in avvio (6′ pt) il risultato e poi Theo Hernandez che fissa il risultato (15′ st), dopo tantissime occasioni da gol.

Super tra le fila del Benevento il portiere Montipò che ha negato più volte la rete a Ibrahimovic. Per la squadra di Pippo Inzaghi il match del cuore è amaro: i campani restano infatti a 31 punti in piena zona retrocessione.

“Oggi abbiamo dato un ottimo segnale, se fossimo stati sempre quelli di oggi avremmo fatto meglio nel girone di ritorno”. A dirlo è Pippo Inzaghi, di ritorno nel suo San Siro dove ha segnato tantissimi gol, e contro il suo Milan. Ma da avversario: “Adesso serve guardare avanti – ha proseguito ai microfoni di Sky Sport analizzando il ko per 2-0 -. Salvezza? Tutto è ancora nelle nostre mani. Abbiamo ora questa grande partita in casa contro un diretta concorrente (il match col Cagliari della prossima giornata, ndr) e dobbiamo sfruttarla nel migliore dei modi”.

“Stiamo cercando di recuperare degli elementi che sono fondamentali e che ci sono mancati quasi sempre. Iago Falque (tornato col Milan da titolare come non faceva da metà febbraio, ndr), Letizia e altri. Più ne recupereremo e più avremo frecce al nostro arco per domenica”.”Siamo stati sempre in partita e dobbiamo tenerci la prestazione – ha detto Inzaghi ai microfoni di DAZN -. Se siamo finiti in zona retrocessione è perché forse abbiamo fatto troppo bene prima e ora non stiamo facendo bene. Spirito e voglia di questa sera mi fanno ben sperare. Sfidare il Milan? Per me non sarà mai una partita come le altre, ma l’assenza del pubblico mi ha lasciato più sereno”. Non è poi sfuggito, dopo il triplice fischio, l’abbraccio con Zlatan Ibrahimovic. I due hanno giocato insieme nel Milan due stagioni, 2010-11 – con vittoria dello scudetto – e 2011-12, l’ultima in carriera di Inzaghi.

 

 

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