Piana del Dragone, WWF Sannio lancia allarme biodiversità.

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L’Associazione WWF Sannio è una organizzazione aggregata al WWF Italia e ne condivide le finalità. Opera da oltre venti anni specificamente nel territorio delle due province di Benevento e Avellino e gestisce due oasi (la “Montagna di Sopra” nel cuore del Partenio e il “Lago di Campolattaro” lungo il corso del Tammaro).

Il contributo dell’Associazione è finalizzato ai grandi obiettivi di tutela della biodiversità e del riconoscimento del giusto valore del capitale naturale che è alla base della sopravvivenza dell’umanità. Questi principi sono tradotti in una operatività sui territori che è anche in forma di confronto con le Istituzioni.

In questo periodo di gravissima crisi idrica e di stravolgenti cambiamenti climatici in cui sempre più forti e frequenti sono incendi e, purtroppo a breve, bombe d’acqua e piogge torrenziali con altrettante conseguenze di smottamenti e dissesti idrogeologici, non possiamo non ascoltare appelli di cittadini e associazioni sulle gravi criticità ambientali presenti sul nostro territorio.

La Piana del Dragone scrigno di biodiversità e sensibilità, la Piana infatti, zona epicentrale del Massiccio Terminio Tuoro, riveste un’importanza strategica per l’alimentazione idrica del massiccio.

La falda profonda del massiccio Terminio Tuoro alimenta a sua volta alcune delle più importanti sorgenti del meridione, ed infatti, nascono da tale massiccio le seguenti sorgenti:
– sorgenti di Serino che alimentano Napoli con portata media di 2200 lt/sec

– sorgenti di Cassano che alimentano l’Acquedotto Pugliese e l’Alto Calore per circa 3000 lt/sec
– sorgenti Baiardo che alimentano l’Alto Calore per circa 300 lt/sec
– sorgenti di Sorbo Serpico che alimentano l’Alto Calore per circa 150 lt/sec

Inoltre, vengono alimentati i campi pozzi di Volturara, di S. Stefano e di Fontana dell’Olmo di Serino.

Si parla quindi di un patrimonio di oltre 6000 lt/sec. La Piana poi costituisce un bacino endoreico che invia le acque raccolte nel bacino all’inghiottitoio carsico definito comunemente “Bocca del Dragone”.

Siamo di fronte ad un bacino idrico di enorme importanza ma di notevole delicatezza e sensibilità all’inquinamento.

La Piana, inoltre, è ricca di fauna selvatica: infatti, sono presenti dodici specie di anfibi, tra cui la salamandra dagli occhiali, la salamandra pezzata e il rospo dal ventre giallo o Ululone dal ventre giallo. Tra i rettili più comuni ci sono la lucertola verde o ramarro, il geco e il serpente di Esculapio o saettone comune, e simbolo della farmacologia, come si evince dall’Atlante degli anfibi e dei rettili della Campania di F.M. Guarino, G. Aprea, V. Caputo, N. Maio, G. Odierna, O. Picariello.

Da un censimento svolto sull’avifauna locale sono state censite 121 specie, di cui 62 nidificanti certe e 3 possibili, come si vede dalla Check–list dell’avifauna della piana del Dragone (Volturara Irpina – Avellino) di A. Becucci e M. Fraissinet.

Queste specie sono solo una piccola parte dello scrigno di biodiversità che contiene la Piana, è pertanto fondamentale preservare l’integrità dell’ambiente e scongiurare qualunque rischio di contaminazione della falda.

In passato si sono succeduti vari provvedimenti, con costruzione e rifacimenti del depuratore e realizzazione all’interno della Piana di uno stagno con una importante funzione di finissaggio depurativo e di piccola oasi naturalistica.

Sono stati attuati anche interventi di monitoraggio in continuo ma tutto è stato vanificato dalla assenza di una corretta gestione. Oggi, nonostante il denaro speso, il depuratore non funziona e scarica senza trattare. Da poco è stata appaltata la realizzazione di un nuovo depuratore, ma il sistema di monitoraggio è stato già abbandonato ed è ormai preda di rovi con lo stagno carico di sedimenti contaminati certamente dalle stesse acque mal depurate (come evidenziato dalle foto seguenti).

Tutto ciò determina il degrado dell’intera Piana del Dragone sia dal punto di vista idrogeologico che naturalistico.

Il WWF Sannio, quindi, invita e diffida gli Enti in indirizzo ad affrontare tempestivamente la problematica, anche con interventi urgenti, tra cui si suggeriscono:
a) Realizzazione del nuovo depuratore individuando tecnologie e modalità di gestione efficienti e appropriate alla dimensione dell’area e della popolazione che serve.
b) Ripristino della stazione di monitoraggio esistente e, come per l’impianto, individuare una efficiente modalità di gestione.
c) Recupero ambientale e bonifica dello stagno con rimozione dei sedimenti contaminati (laddove contaminati), sistemazione dell’opera di regolazione e recupero naturalistico anche a fini turistici (birdwatching) dello stagno.
Questa Associazione si rende disponibile al confronto e al supporto degli Enti in indirizzo per la ricerca di soluzioni efficaci, a basso impatto e condivise.

 

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