Rifiuti speciali a Schito di Montella, continua la polemica.

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Il 15 gennaio 2022, l’Associazione ASA in Montella denunciava al Sindaco Rizieri Buonopane, al responsabile dell’UTC, alla Giunta Comunale, al Comando dei Vigili Urbani, nonché all’ASL di Avellino, lo stato di totale abbandono e degrado delle ex aree prefabbricati “Campo dei Preti” e “Schito” nonché la presenza di rifiuti speciali e/o pericolosi (specialmente lana di roccia), disseminati su una superficie di 20.000 mq, chiedendo di intervenire immediatamente.

Nonostante la denuncia dell’ASA, corredata da numerose fotografie, avesse suscitato preoccupazione e profonda indignazione nell’intera provincia, l’amministrazione Buonopane si dimostrava del tutto inerte.

D’altro canto, l’ASL di Avellino, a seguito di un proprio sopralluogo eseguito il 27 gennaio 2022 presso tali aree, riscontrava lo stato di abbandono denunciato dall’ASA e la presenza di rifiuti, anche speciali, tra cui lana di vetro, pertanto, con propria nota del 28 gennaio 2022, prescriveva al “soggetto obbligato” (Comune di Montella) “…di provvedere alla classificazione, caratterizzazione, smaltimento e/o recupero dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi…” e demandava all’ARPAC di Avellino, il compito di valutare il grado di inquinamento delle matrici ambientali.

 

L’ARPAC, solo dopo 12 giorni, in data 9 febbraio 2022, espletava il sopralluogo necessario congiuntamente al Comandante della Polizia Municipale di Montella e giungeva a conclusioni “narcotizzanti”, corroborate da un apposito “fascicolo fotografico” contenente appena 6 fotografie dei luoghi, di cui 4 raffiguranti l’area Campo dei Preti e 2 soltanto l’area Schito!

 

Nei 12 giorni che hanno preceduto tale sopralluogo, l’amministrazione Buonopane disponeva una sommaria “ripulita” dei luoghi e in particolare lo sgombro delle decine e decine di “buste nere” ricolme di lana di roccia lasciata a marcire proveniente dalla demolizione dei prefabbricati avviata nel lontano autunno 2020 e mai completata.

Dall’accertamento dell’ARPAC, infatti, “…non si riscontrava la presenza di rifiuti pericolosi del tipo frammenti di eternit, dispersi, e/o altri rifiuti di potenziale natura pericolosa per le matrici ambientali e per la pubblica incolumità.”

Sempre in data 9 febbraio 2022, l’amministrazione Buonopane, attraverso un comunicato stampa negava incredibilmente la pluri-denunciata condizione di degrado delle aree, affermando, contro ogni evidenza, che “…non vi è presenza di alcun rifiuto nocivo, ma soltanto spazzatura, lì depositata ciclicamente da parte di cittadini incivili.”

 Per di più, accusava l’ASA di divulgare notizie “…del tutto imprecise, volutamente false ed allarmistiche…”, definendo la sua denuncia “…deliberatamente diffamatoria, non fondata su atti e fatti e, pertanto, inaccettabile.”

Tuttavia, il modesto tentativo dell’amministrazione Buonopane di nascondere la polvere sotto il tappeto è fallito!

Con numerosi e dettagliati servizi fotografici, parte dei quali realizzati proprio alla data del 9 febbraio 2022, l’ASA smentiva clamorosamente sia il comunicato dell’amministrazione e sia la relazione dell’ARPAC!

Il mistero si infittisce quando, con (preoccupante) Deliberazione del 14 febbraio 2022, il responsabile dell’UTC Ing. Salvatore Chiaradonna nel premettere che dalla demolizione dei prefabbricati avviata nell’autunno 2020 “…emersero significativi quantitativi di rifiuti di materiali isolanti composto da lana di roccia;” e “…temporaneamente stoccati in apposito deposito in loc. Baruso perché venissero smaltiti separatamente rispetto alle altre tipologie di rifiuti;” impegnava euro 27.511,00 per il trasporto e lo smaltimento di tali quantitativi di lana di roccia, stimati dal Geom. Michele Gambone in 23 TONNELLATE!

 

Allo stato, l’area Schito – tuttora abitata – seppur parzialmente ripulita dai rifiuti presenta notevoli quantità di residui della demolizione, strutture fatiscenti ricolme di immondizia e rifiuti speciali, tra cui eternit e in particolare ingenti quantitativi di lana di roccia esposta alle intemperie e lasciata a marcire sui tetti scoperti dei prefabbricati (cfr. doc. fotografica del 24 aprile 2022).

 

È paradossale notare come, l’amministrazione Buonopane, pur impegnando ingenti somme per disporre i lavori di sgombro dei prefabbricati leggeri nell’autunno del 2020, lasciando incompiute le opere di demolizione e rimozione dei residui derivanti, abbia di fatto determinato le attuali condizioni di degrado e di pericolo poiché tali rifiuti speciali, esposti all’intemperie da circa un anno e mezzo, risultano oggi degradati e dispersi sull’intera superficie e non solo!

 

Pertanto, atteso che la gestione e lo smaltimento dei rifiuti speciali sono attività di notevole rilevanza per l’impatto che comportano sull’ambiente, sulla salute e sicurezza non solo nei luoghi di lavoro, ASA sollecitava l’intervento del Ministro dell’Ambiente, della Regione Campania e della Prefettura di Avellino:

bisogna necessariamente fare piena luce sull’intera vicenda che, allo stato, presenta troppi lati oscuri e preoccupanti.

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