“ri•tà•gli” – Mostra personale di Andrea Lo Conte, primo degli appuntamenti dedicati all’Arte Contemporanea presso lo spazio “Di Fonzo Hair Stylist” a Benevento

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“Ri.tà.gli” – mostra personale di Andrea Lo Conte (classe 1990), a cura di Andris Brinkmanis, è la prima esposizione del ciclo di appuntamenti proposti dall’architetto Luigi D’Oro e dal suo studio, presso il nuovo spazio “Di Fonzo Hair Stylist” a Benevento. L’appuntamento dal Barbiere è da sempre un momento di tradizione, di relazioni e di socialità, condizioni ideali per vivere anche un tempo di contemplazione e riflessione. Da qui l’idea di utilizzare questo luogo anche come spazio dove esporre lavori artistici utilizzando un numero e un supporto fisso entro i quali gli artisti di turno si misureranno. Il numero magico è il 7 e il formato è di 50×70 cm. A partire da questo progetto, ogni due mesi, verranno esposte 7 opere di artisti, fotografi, architetti, locali e internazionali.

Il protagonista di 7 inquadrature, o ri.tà.gli, della prima mostra è il noto edificio “Unité d’Habitation” progettato da Le Corbusier (1887-1965) a Marsiglia. Lo Conte, di professione architetto, da fotografo continua a confrontarsi con il paesaggio antropico e urbano. In questo caso il suo sguardo è rivolto verso uno degli edifici più iconici del XX Secolo, che viene metaforicamente ritagliato attraverso inquadrature insolite, in grado di rivelare prospettive e aspetti sorprendenti.

Se Le Corbusier diceva: “Spazio, luce, ordine. Sono cose di cui gli uomini hanno bisogno, come hanno bisogno di pane o di un posto per dormire” – questa mostra e questo progetto non sono altro che un’ulteriore conferma di questa affermazione.

 

Andrea Lo Conte è nato ad Avellino nel 1990. Laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 2017 con progetto di rigenerazione territoriale dell’area attraversata dalla ferrovia storica Avellino-Rocchetta S. Antonio, decide di ritornare a vivere in Irpinia nella sua città natale, Ariano Irpino dove lavora come architetto free lance collaborando con diversi studi. Nel 2014 ha pubblicato per Maggioli Editore il libro “Luigi Snozzi A Monte Carasso”, scritto con G. Lazzati. Durante gli anni universitari inizia ad interessarsi alla fotografia seguendo il corso di “Fotografia per l’Architettura”, percorso fondamentale nel definire il modo con cui approccia allo strumento fotografico. Nel 2020 consegue il Master Universitario di II Livello “Arìnt. Architettura e progetto per le Aree Interne ed i Piccoli Paesi” presso l’Università di Napoli Federico II.

Alla professione di architetto affianca la passione per la fotografia, con un forte interesse per l’architettura ed il paesaggio antropizzato, con particolare riferimento alle aree marginali e le zone rurali a contato con la fascia periurbana.

Alcuni suoi scatti sono stati pubblicati da C41 Magazine (“Calabria In Progress – Calamizzi Walled Waterfront”, 2020) e nel 2021 ha preso parte al progetto collettivo “Investigation in Infrastructure” curato dalla galleria Subjectively Objective di Rochester Hills (Michigan).

Andris Brinkmanis è un critico d’arte e curatore, nato a Riga e residente a Milano. È Senior Lecturer e Course Leader del BA in Painting and Visual Arts presso NABA di Milano e Guest Associate Professor presso l’Art Academy of Latvia a Riga. È uno dei co-iniziatori del Critical Studies Department, collettivo CSD a Milano e di un progetto online in corso “Education and (Anti)Institutions” creato in stretta collaborazione con The Museum of Care e David Graeber Institute (2021-22). I suoi progetti curatoriali più recenti sono “Sovraesposti” (Avellino, 2023), “Panoptic Garden”, un programma pubblico di una settimana per il Padiglione dell’Uzbekistan alla Biennale di Venezia, con Sara Raza (Venezia, 2022); “Infanzia e storia” (OCAT, Pechino 2019); “Asja Lācis. Engineer of the Avant-Garde” (Biblioteca Nazionale Lettone, 2019), “2nd Yinchuan Biennale. Starting from the Desert Ecologies on the Edge” con Marco Scotini, Zasha Colah, Paolo Caffoni e Lu Xinghua (Yinchuan, Cina, 2018); “Mei Lan Fang and The Soviet Theatre” (Progetto di ricerca per “The Szechwan Tale. Theatre and History” alla Prima Anren Biennale di Anren, Cina e Milano nel 2018); “Signals from another world. Asja Lācis Archives” (Documenta 14, Kassel 2017); e “Disobedience Archive (The Park)” con Marco Scotini (SALT, Istanbul, 2014).

A Settembre del 2021 è uscito il libro curato da Andris Brinkmanis “Asja Lācis. L’agitatrice rossa. Teatro, femminismo, arte e rivoluzione” con casa editrice Meltemi.

Brinkmanis collabora con diverse testate come Corriere della Sera, Alfabeta 2, Flash Art International, Monument to Transformation, SOUTH as a State of Mind, Arterritory e Studija.

Luigi D’oro laureato in architettura allo IUAV di Venezia nel 2002 e, dopo un periodo di tirocinio svolto tra Udine, Atene e Berlino, ha aperto il suo studio di Architettura nel 2004.

Alla progettazione architettonica, affianca il lavoro di ideazione ed esecuzione di eventi complessi, realizzando allestimenti, produzioni di opere d’arte e installazioni site-specific, soprattutto nell’ambito delle Biennali di Architettura e Arti Visive di Venezia dove, negli anni, collabora con architetti e artisti di fama internazionale.

Dal 2015 ha avviato collaborazioni multidisciplinari volte all’ideazione ed alla realizzazione di progetti di design ecosistemico.

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