Sistema Irpinia, conclusione con i workshop fotografici di Andres Neumann sabato 31 a Mirabella Eclano.

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fabio donato, francesco saponaro, occhi gettatiÈ con l’incontro conclusivo aperto al pubblico del ciclo di workshop diretti da Andres Neumann che si chiude il progetto “Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea”. Sabato 31 maggio, presso la sede municipale del comune di Mirabella Eclano verrà presentato il documento “Progetto per una cultura contemporanea in Irpinia”. All’incontro interverranno l’on. Giuseppe De Mita, Vincenzo Sirignano e Andres Neumann; modererà Fabrizio Mangoni.

Il progetto “Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea” è stato il primo passo di un percorso che mira a produrre risultati di crescita culturale nel medio-lungo periodo. Il ciclo di workshop curati da Andres Neumann, personalità di spicco nell’ambito delle politiche culturali, ha avuto lo scopo di produrre un “metodo” di produzione, valorizzazione e fruizione turistico-culturale dei borghi dell’Irpinia, in quanto circuiti non soggetti a turismo di massa, ma a turismo consapevole e sostenibile.

Aperti a studenti o persone attive nell’ambito del management della cultura e dello spettacolo, i seminari – durante i quali si è proceduto a una ricognizione del territorio e delle sue potenzialità – si concludono con un incontro aperto al pubblico in cui verrà illustrato il documento di sintesi “Progetto per una Cultura Contemporanea in Irpinia”.

fabio donato, ritratto del regista nicolangelo gelorminiA seguire, nella Tenuta Mastroberardino Radici Resort, fiore all’occhiello della produzione vinicola del territorio, si apre la mostra di fotografia di Fabio Donato Punti di vista che espone le immagini che documentano la genesi, l’evoluzione e la realizzazione del programma “Sistema Irpinia”.

Con questa serie di scatti Donato non vuole imporre il suo punto di vista, ma vuole insinuare dei dubbi affinché l’osservatore sia spinto a interrogarsi sul concetto stesso di visione e a trovare le proprie personali risposte. Immagini, le sue, di grande semplicità che nascondono sempre la possibilità di un’interpretazione “altra”. In questa impossibilità di decodifica certa, il noto fotografo napoletano si confronta con gli altri linguaggi della comunicazione e della finzione -l’arte visiva, il teatro, il cinema- anch’essi egualmente inafferrabili. A far da sfondo, la terra irpina e le persone che hanno reso possibile la realizzazione di “Sistema Irpinia per la cultura contemporanea”: gli artisti della collettiva Cosa succede a Rotondi?; Francesco Saponaro e la compagnia di attori dello spettacolo teatrale sperimentale Occhi gettati; Nicolangelo Gelormini, durante le riprese del documentario L’Irpinia che guarda il mare.

 

“Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea” è un progetto promosso dal Comune di Mirabella Eclano (AV), finanziato dalla Regione Campania attraverso P.O. F.E.S.R. Regione Campania 2007-2013 Ob. Op. 1.12. e gode del matronato del Madre Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli e del patrocinio dello IED Istituto Europeo di Design.

 

Coordinate:

Workshop diretti da Andres Neumann

Sedi e date:          primo workshop: Mirabella Eclano, Centro sociale Santa Chiara, 24 – 30 marzo 2014

secondo workshop: Mirabella Eclano, Centro sociale Santa Chiara, 28 aprile – 4 maggio 2014

terzo workshop: Manocalzati, Castello di San Barbato, 26 – 30 maggio 2014

incontro conclusivo: Mirabella Eclano (AV), Municipio, Via Municipio 1, sabato 31 maggio 2014, ore 10,30

Fabio Donato. Punti di vista, mostra di fotografia

Sede e data:        Tenuta Mastroberardino Radici Resort, Località Piano Pantano, Contrada Corpo di Cristo, Mirabella Eclano (AV) |

Inaugurazione:    sabato 31 maggio 2014, ore 16

Date:                      1 – 14 giugno 2014

Orari:                     tutti i giorni h. 10 – 19

Ingresso:               libero

Scheda tecnica

Titolo                                    Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea

Direzione artistica di       Maria Savarese

Date                                      marzo – giugno 2014

Sedi                                       Mirabella Eclano (AV), Municipio, Centro sociale Santa Chiara, Tenuta Mastroberardino Radici Resort

Manocalzati (AV), Castello di San Barbato

Rotondi (AV), studi di artisti

Finanziato da                    Regione Campania attraverso P.O. F.E.S.R. Regione Campania 2007-2013 Ob. Op. 1.12

Promosso da                    Comune di Mirabella Eclano

Con il matronato di         MADRE Fondazione per le arti contemporanee Donnaregina, Napoli

Con il patrocinio di          IED Istituto Europeo di Design

Catalogo                             edito da Arte’m

Info per il pubblico          www.sistemairpiniaculturacontemporanea.com

Come arrivare                   da Napoli / Caserta /Benevento / Salerno a Mirabella Eclano o Manocalzati:

in BUS orari su:  http://ro.autobus.it/ro/asp/ricercaorari.asp?user=air

da Napoli a Rotondi:

in TRENO, orari su: http://www.eavcampania.it/web/orario

in BUS (fermata Rotondi: Campizze)

http://www.eavcampania.it/web/sites/default/files/orariautomobilisti/Benevento_-_Napoli.pdf

 

 

 

 

fabio donato, andres neumann durante i workshopIrpinia, un territorio sconosciuto dell’Italia.

In cerca di una Visione nuova.

testo di Andres Neumann

 

Se l’Italia fosse il nostro corpo,

l’Irpinia si troverebbe sulla schiena,

sotto la spalla sinistra,

dietro al cuore.

 

Quando spuntiamo sul pianeta è sempre a partire dal ventre di una donna.

Questa donna viene conosciuta con il nome di mamma, e dopo qualche tempo anche noi la chiamiamo in questo modo.

Questa donna si trova in una casa, casa che si trova in un luogo specifico del pianeta, luogo che viene chiamato territorio (a meno che la mamma non si trovi su un treno, un aereo o una nave, cosa questa che non accade di frequente).

Attorno a questa donna si trovano altre persone che fanno parte di un gruppo, gruppo che viene chiamato famiglia, famiglia che a sua volta fa parte di una tribù o comunità più larga, comunità che viene chiamata villaggio, città e paese.

Noi, la mamma, la famiglia, la casa, il territorio, la comunità, il villaggio, la città e il paese siamo collegati tra di noi, e facciamo parte di qualcosa di immateriale a cui viene dato il nome di storia/e.

Queste storie sono dei fili invisibili che collegano tutto ciò di cui veniamo a conoscenza lungo la nostra vita. All’inizio queste storie ci vengono raccontate e noi le ascoltiamo con curiosità e senza mai dubitare della loro veridicità. Ma, con il passare del tempo, diventando noi stessi protagonisti di queste storie, e volendo riconoscerci in esse (e anche farci riconoscere dagli altri attraverso di esse) accade che  le storie vogliamo crearle noi, raccontarle noi, magari in una forma che corrisponda più a come vorremmo che la realtà fosse, piuttosto che a come essa realmente sia.

Se rivediamo quindi la situazione iniziale del nostro arrivo sul pianeta alla luce di questa osservazione, ci rendiamo conto che in realtà dovremmo rivedere l’intera storia dell’umanità, se vogliamo avere una minima possibilità di avvicinarci a qualcosa che si può chiamare Realtà.

La nostra Realtà, quella delle nostre famiglie, quella delle nostre comunità, quella dei nostri villaggi, delle nostre città, e dei nostri paesi.

I fili invisibili delle infinite storie nelle quali ci troviamo inseriti sono stati tessuti nei secoli da generazioni e generazioni di antenati con parole (la letteratura), con disegni e sculture (l’arte), con costruzioni (l’architettura), con suoni (la musica), con gusti (l’enogastronomia), con diagrammi e formule (la scienza).

Quando parliamo quindi di Beni Artistici e Culturali, non facciamo in realtà altro che parlare di questa fitta rete di fili in tensione tra Materiale e Immateriale, che sono stati resi visibili all’occhio di carne o a quello dell’anima.

Quando parliamo di Pompei, dell’Iliade, oppure di Gesualdo, stiamo in realtà parlando dell’essere umano e dei fili della rete concettuale nella quale esso si trova immerso.

È compito di ogni generazione che abita il pianeta quello di rendersi sensibile per poter contestualizzare, attualizzare e valorizzare questi fili, queste storie, alla luce di ciò di cui il momento presente ha bisogno per manifestarsi e dispiegarsi in modo organico nella sua piena potenzialità.

Quando questo non accade, quando le storie sono state dimenticate, travisate o manipolate, accade che le mappe corrispondono sempre di meno al territorio, e che non ci riconosciamo più nelle storie che sentiamo e che raccontiamo.

Viene smarrito il senso, non si comprende più il valore, e si indebolisce la relazione tra noi, la mamma, la famiglia, la casa, il territorio, la comunità, il villaggio, la città e il paese.

Il tentativo della ricerca sul campo che andremo a fare assieme a un gruppo di persone in Irpinia, un territorio che si sviluppa approssimativamente tra Napoli, Avellino e Benevento, è quello di riscrivere le storie e riannodare i fili.

In modo che essi possano corrispondere alla sensibilità della generazione di umani che attualmente abita il Pianeta, e consentire loro di manifestarsi e dispiegarsi in modo organico nel pieno della loro potenzialità.

Oltre a ispirare le generazioni future e far trovare loro una solida base per il compito di riscrivere nella linea del tempo la propria storia.

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