Vitulano, paese dell’arte.

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Marmo e legno che si piegano e assumono forme di uomini e donne, demoni e streghe, angeli e divinità, entità che lottano con la materia che vuole imprigionarle e che fuoriescono prepotentemente da essa.

Guardando le opere di Mariano Goglia, scultore sannita, classe 1948, artista del Marmo di Vitulano e della pietra, autore di diverse opere in legno e terracotta, si ha l’impressione di un conflitto perenne tra idea e materia: il risultato cattura in un attimo l’interesse dell’ammiratore. Ed è in un contesto del tutto particolare e favorevole che Goglia (ultimo riconoscimento a Benevento col primo premio alla quarta edizione di Bene Biennale) svolge la sua attività: l’artista vive e crea le sue opere a Vitulano, un paese che nel tempo ha acquisito spazi sempre più ampi nel settore artistico e dove nacque nei primi anni Ottanta il Premio internazionale d’arte Camposauro con artisti impegnati a realizzare murales.

Da poche settimane si è conclusa la settima edizione del ‘Simposio internazionale di scultura’, voluta dal sindaco Raffaele Scarinzi e dedicata quest’anno allo scultore recentemente scomparso Fabrizio Lorenzani, che vuole valorizzare il Marmo del centro sannita (che orna parti della Reggia di Caserta e del Cremlino) e che ha visto cadere la scelta sull’opera dell’abruzzese Marino Di Prospero legata al tema scelto per questa edizione, ‘La Trascendenza’, collocata in una rotonda all’ingresso del paese. Così come sono collocate in diversi punti del Comune le opere di scultori che hanno partecipato ai diversi precedenti concorsi. “E il rilancio del marmo rosso di Vitulano potrebbe passare anche puntando sull’oggettistica di arredo da parte dei laboratori di marmi presenti nella Valle Vitulanese e abbinando la produzione a eventi annuali come la Sagra della Castagna” suggerisce Mariano Goglia.

Un contesto favorevole nel quale stimola la voglia di arte un’iniziativa privata come ‘Casa Turese’ di Tommaso De Maria nel casale dei Fuschi di Sopra, galleria d’arte contemporanea. “Casa Turese – spiega De Maria – nasce con un progetto ammesso al bando dei fondi europei Por Campania 2000-2006 e vuole contribuire anche con una produzione di opere grafiche, oltre che con le attività in galleria, a rilanciare l’area circostante”. A Casa Turese si alternano produzioni di artisti italiani e stranieri come Stefano Di Stasio, Gian Marco Montesano, Klaus Meherkens, Pino Deodato e fra i giovani Maurizio Carriero, Angelo Maisto, Annalisa Fulvi in un percorso fatto di eventi espositivi che negli anni hanno registrato presenze importanti come, ad esempio, le opere grafiche della cosiddetta ‘transavanguardia’.

Un’area fertile, dunque, dove, nella sede della ex Pretura, è attiva, con la collaborazione dell’associazione Fagus, la Pinacoteca Civica di Arte Contemporanea, che raccoglie diverse opere di artisti, da Mimmo Paladino a Nicola Mastrocinque, da Jannis Kounellis ad Angelo Casciello fino alla installazione ‘Epiphania’, nella ex sala delle udienze, realizzata lo scorso anno da un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. E di fronte alla Pinacoteca, nell’area della Cappella dei Nobili, vi è la Mostra permanente di scultura con opere di Goglia ma non solo, un percorso di bellezza e d’arte a cielo aperto alle spalle della Chiesa della Santissima Trinità.

Insomma, un filo rosso lega tante tappe e luoghi diversi di Vitulano che, poco meno di tremila abitanti al centro del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, annovera un singolare percorso turistico-culturale, un unicum che include anche itinerari enogastronomici con al centro prodotti di eccellenza locali come il pecorino, l’olio ed il vino, strutture agrituristiche e ambienti naturali, sentieri da percorrere a piedi o a cavallo (in questo settore è impegnato, tra gli altri, il professor Nicola Matarazzo). “Il nostro tentativo – spiega il sindaco Scarinzi – è di offrire una ‘traccia’ che, partendo dalla domanda crescente di cultura e arte, possa costituire un attrattore per i visitatori alla ricerca di emozioni e di benessere nei piccoli borghi specie in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a causa del coronavirus”.

Dunque, in questo contesto, ricco di stimoli artistici dove qualche anno fa si registrò anche l’esperienza dello scomparso Gianfranco Matarazzo con la galleria ‘GiaMaArt’ Studio, l’opera di Mariano Goglia – che sia in Marmo policromo di Vitulano, in Pietra di Padula o in Pietra Leccese, in radica di olivo o di pioppo o in legno di ciliegio – rappresenta un vero attrattore con le ‘sue’ donne, con i capelli al vento, con i gruppi di angeli, con il tema dell’Amore che permea le sue creazioni. “La mia più grande felicità – dice l’artista – è di veder realizzata un’idea nella materia. Non lo so come avvenga, ma so che è un miracolo che si ripete”. Un miracolo possibile a Vitulano.

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