Biodiversità nel Sannio, l’incontro a Cerreto Sannita.

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Sabato 10 ottobre a Cerreto Sannita, presso il Palazzo del Genio, si è svolto il terzo incontro del Progetto Bio.Natural dal titolo: “Conservazione della Biodiversità naturalistica dei prati pascoli e tutela del patrimonio storico-culturale dell’Appennino Sannita”, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Mis. 16. Tipologia di intervento 16.5.1. Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Dopo i saluti di Pasquale Calabrese, Consigliere del Comune di Cerreto Sannita, delegato all’agricoltura, ha preso la parola Maria Chiara Di Meo, Dottoranda presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio che ha illustrato i risultati emersi dagli studi effettuati sui foraggi, sia in forma fresca che secca. Le analisi hanno rivelato la presenza cospicua di numerose molecole benefiche per gli animali, il cui ottimo stato di salute viene evidenziato anche dagli esami svolti sul latte raccolto in alcune aziende agricole aderenti al progetto. Da queste analisi, infatti, si rileva un forte incremento dei livelli di lattosio, indice di benessere dell’animale e di un buon sistema di allevamento.

A seguire, Ettore Varricchio, Docente di morfofisiologia e benessere animale presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio, che ha rimarcato la necessità di tutelare la biodiversità di questo territorio dove, come emerge dagli studi, i pascoli offrono al bestiame foraggi di grande valore sia funzionale che nutraceutico, sia per gli animali che per l’uomo che ne consuma i prodotti derivati. La forza di queste aree rurali dell’Alto Tammaro, continua Varricchio, sta proprio nei suoi pascoli e nei prodotti che ne derivano, un patrimonio da valorizzare oltre che proteggere. A tale scopo, ha presentato ai Comuni uno dei percorsi del Progetto, che prevede la candidatura per l’assegnazione del marchio “Spighe Verdi”. Un riconoscimento che viene conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education), riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione al rispetto dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Varricchio ha, pertanto, invitato i comuni partner del progetto a cogliere questa opportunità e mettere in evidenza con un marchio internazionale la qualità di questi prati pascolo e le caratteristiche naturalistiche di questo territorio.

Ulteriore spunto alla valorizzazione quello offerto da Maria Aurora Atonna, Referente della Bioagricert per la Campania e il Molise, che ha proposto la certificazione STG (Specialità Tradizionale Garantita), un marchio di origine, introdotto dall’Unione Europea, che tutela le produzioni specifiche di un territorio che si caratterizzano per composizione e/o metodi di lavorazione. Dopo aver spiegato i criteri di valutazione per l’assegnazione di questo marchio e riconosciuto questi parametri compatibili con i primi dati emersi dagli studi del Progetto Bio.Natural, ha invitato le comunità dell’Alto Tammaro a riflettere su questa possibilità che conferirebbe un valore aggiunto ai loro prodotti.  Invito colto da Varricchio che ha concluso l’incontro suggerendo alle amministrazioni comunali, inoltre, ulteriori azioni sul territorio per la sua tutela e la sua valorizzazione.

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