Capsula del tempo a Calitri, verrà aperta tra 50 anni.

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Una capsula del tempo con la quale liberarsi delle ansie del 2020, ma non solo. A Calitri l’originale iniziativa firmata dall’associazione “Sgradevole” ha preso forma in questi giorni. Una mailbox dai colori accattivanti, collocata sul corso nei pressi del bar New Poldo’s, uno dei luoghi più cari ai frequentatori dello Sponz Fest, raccoglierà lettere e oggetti per tutto il mese di gennaio.

“Imbuca e manda nel 2071: paure e ansie legate al Covid, ma anche sogni, speranze e passioni che potrai immortalare in lettere, foto e piccoli oggetti relativi all’attuale epoca. E non dimenticare folklore e tradizioni del nostro paese”, scrive sui social l’associazione. Il progetto nasce da un’idea di Giuseppe Di Cosmo con la collaborazione del circolo Aletrium.

Nel corso del 2021, appena la situazione sanitaria lo consentirà, il materiale raccolto sarà inserito in una capsula del tempo in acciaio che verrà sotterrata in paese con l’apposizione di una targa a futura memoria, per essere poi riscoperta tra cinquanta anni, quando restituirà come il ventre di una balena il racconto di un anno complesso per tutti e che verrà ricordato nei libri di storia. Sarà il Capsula Day.

Alla terza giornata di esposizione nella mailbox sono già state imbucate diverse cose: lettere, cd, una copia della rivista “Al volante”, delle cuffie e un flacone (vuoto) di Amuchina. “Non escludiamo proroghe oltre gennaio in caso di buona risposta della popolazione – spiegano i ragazzi di Sgradevole -. Nei prossimi giorni scriveremo delle lettere a tutta una serie di categorie (non necessariamente di cittadini calitrani) a cui chiederemo di partecipare all’iniziativa imbucando, tra le altre cose, anche una testimonianza di come il Covid-19 abbia particolarmente stravolto le loro vite. Pensiamo, a titolo esemplificativo, al personale sanitario, al personale scolastico, agli studenti, ai lavoratori in smart working fino ad arrivare alla classe politica”. 

“Ci sarà qualcuno tra 50 anni a Calitri per dissotterrare la capsula”? E’ questa la domanda che si è posta l’associazione. Cinquanta anni sono una lasso temporale giusto per trovarsi di fronte a una società molto diversa da quella attuale. E che futuro attende i piccoli borghi delle aree interne e dell’Irpinia? “Vogliamo promuovere una riflessione con le istituzioni su questo tema – dicono – e per questo abbiamo già coinvolto il Comune”.

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