Maretta Capossela espone a Roma con Vittorio Sgarbi e Mita Medici.

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La seconda edizione della rassegna di arte contemporanea “L’accento sull’arte”, sarà firmata ancora una volta dal critico Vittorio Sgarbi che presenzierà l’iniziativa. Venerdi 5 novembre, dalle ore 17,00, presso la Galleria della Pigna, nel cuore del centro storico romano, quattro artisti, Maretta Capossela, Tony Morelli, Carla Filippi in arte Nevèl e il bahreniano Muaath Al Baloochi esporranno le loro opere. Al timone dell’organizzazione la curatrice Angiolina Marchese della associazione culturale Art Global. In una piccola ma deliziosa location, al piano terra della corte del Palazzo dell’Opera Romana Pellegrinaggi, in via della Pigna 13a, all’interno degli spazi espositivi della storica UCAI, Unione Cattolica Artisti Italiani, il vernissage presenterà opere che spazieranno dallo stile paesaggistico a quello figurativo, con ampia varietà di contenuti e ricchezza di significati, esprimendo la grande sensibilità artistica dei quattro autori, provenienti da territori sia nazionali che internazionali, per mettere in mostra, attraverso i propri dipinti, ciascuno la propria realtà e i personali punti di vista, regalando agli spettatori una occasione unica per sognare e lasciarsi guidare dalle emozioni della creatività artistica. Al vernissage sarà presente anche l’ambasciatore del Bahrain a Roma, Naser M.Y. Al Belooshi, ad omaggiare l’artista conterraneo.

Una dei quattro artisti, Maretta Capossela, è nata a Calitri, paese irpino dove vive e lavora nel suo Atelier “Maretta Capossela Art Concept Store”, in cui espone le sue creazioni dal 2017. Non una semplice bottega d’artista ma un giardino dell’anima, all’interno del quale si intraprende un vero e proprio viaggio emozionale e sensoriale che ridimensiona spazi e allarga confini. In questo piccolo paradiso la pittura è quanto alimenta il suo stare bene. Creare è un modo per raccontarsi e ogni tassello della sua esistenza compartecipa alla sua arte, restituendo immagini comuni nelle quali identificarsi e rappresentarsi. Nella sua arte e nei suoi colori vive la sua natura e spontanea sincerità empatica.

Di lei il critico Vittorio Sgarbi afferma “L’attesa pare essere il principio che anima le opere di Capossela. Tutti i soggetti si trovano in uno stato ipnotico, di sospensione, siano donne immerse nella rigogliosa natura campana d’origine, siano cavalli, sogni o visioni paesaggistiche. La natura diviene lente per osservare il mondo, per ingrandirne i dettagli. Una natura che si manifesta pur sempre umana e ammaliante: in essa gli alberi hanno fattezze antropomorfe e tra i suoi anfratti s’intravedono sagome lontane di edifici immersi nel verde luminoso circostante. Lo studio frontale del cavallo mi evoca subito la passione descrittiva di Aligi Sassu, a sua volta debitore nei confronti di un maestro del Rinascimento quale fu Paolo Uccello”.

L’associazione Culturale Art Global, attiva sul territorio nazionale con progetti culturali e artistici, dopo il lungo periodo pandemico ha ripreso a testa alta una proficua e intensa attività, con notevoli rassegne ed esposizioni, rafforzando il messaggio espresso dal titolo stesso della mostra. Per mettere, appunto, l’accento sull’arte, dopo un durevole tempo in cui è stato impossibile gioire della bellezza ed esprimere ogni forma di attività legata alla cultura. In un tempo così difficile, l’arte rappresenta più che mai un antidoto, un racconto pacifico e consolatorio attraverso forme, materie e colori. Una cura importante per affrancare gli animi e un’occasione di condivisione creativa, oltre che di riflessione collettiva, creando anche una atmosfera propositiva, riattivando parte del business del comparto culturale contemporaneo rimasto in sospeso per un pò.

Gli artisti partecipanti, che lavorano tutti in autonomia e autosostenendosi, presentano la propria arte come qualcosa di accessibile a tutti, attivando un dialogo con il pubblico, attraverso il quale si contaminano trovando ispirazione e aprendosi a panorami di confronto in cui donarsi significa aprire nuovi scenari e panorami da cui poi attingere, ciascuno a modo proprio, con lo sguardo curioso di chi mantiene intatta l’anima creativa, per restituirne opere d’arte.

Con la partecipazione straordinaria dell’attrice ed artista Mita Medici, la mostra delle quattro personali avrà come special guests gli artisti Paolo Lelli, Patrizia Almonti, Carlo Landucci, Ronnie Brogi, Anna Tedone, Pasquale Terracciano e Michi Grassi e resterà in esposizione fino al 12 novembre, visitabile ad ingresso gratuito, negli orari di apertura della galleria dalle ore 16,00 alle 19.30. 

 

L’attesa pare essere il principio che anima le opere di Capossela. Tutti i soggetti si trovano in uno stato ipnotico, di sospensione, siano donne immerse nella rigogliosa natura campana d’origine, siano cavalli, sogni o visioni paesaggistiche. La natura diviene lente per osservare il mondo, per ingrandirne i dettagli. Una natura che si manifesta pur sempre umana e ammaliante: in essa gli alberi hanno fattezze antropomorfe e tra i suoi anfratti s’intravedono sagome lontane di edifici immersi nel verde luminoso circostante. Lo studio frontale del cavallo mi evoca subito la passione descrittiva di Aligi Sassu, a sua volta debitore nei confronti di un maestro del Rinascimento quale fu Paolo Uccello”.

  1. Per Carla Filippi, in arte Nevèl
    “Un’atmosfera mistica e contemplativa attraversa le opere di Nevél. Le sue origini monregalesi hanno certamente influito in questa corsa del pennello all’infinito. Trinità, il paese dell’artista, nasce proprio come villaggio monastico medievale, immerso nelle affascinanti campagne cuneesi. San Giorgio, l’eroico e radioso cavaliere che sconfigge il drago – allegoria di ogni ombra che alberga in noi – ne è il patrono. E dunque archetipico, luminoso, solare non poteva che essere il piglio di Nevél. I paesaggi, siano essi realistici o astratti, sono comunque animati dal colore che crea geometria spaziale. Le composizioni più audaci ospitano eclettici ingranaggi solari, avvolgenti e capaci di imprimere moto e vitalità alla scena, autentiche stelle cosmiche i cui raggi sono anche punte mistiche”.
  2. Per Tony Morelli
    Non conosco uomini che non si siano interrogati sul ruolo della Natura nel mondo o che non abbiano trovato in essa le risposte alla propria esistenza. Morelli è prima di tutto un uomo, poi un artista. Le sue opere sono testimonianza della storica propensione dell’uomo per tutto ciò che è al di là da sé. […] La Natura di Morelli si fa esegeta del pensiero, del ricordo e del sentimento dell’artista. Diviene spirito visibile dell’uomo, vita che sogna”.

 

  1. Per Muaath Al Baloochi

Un virtuoso della tecnica il giovane bahreiniano Al Baloochi che mostra di saper padroneggiare la pratica compositiva. L’uso di grafite sanguigna e pastelli accorda alle opere – contraddistinte da esplicito figurativismo fotografico – un’aura comunque idealizzata, un’interpretazione soggettiva e personale della realtà osservata. […] Al Baloochi dimostra in sostanza, pur agli albori della sua carriera artistica, quanto sia poco audace fermarsi alle apparenze”.

Critiche a cura Vittorio Sgarbi, Ottobre 2021

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