Cesare Uva a 100 anni dalla morte, simposio martedì 16 a cura degli Amici del MdAO.

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Gli Amici del MdAO organizzano un simposio relativo alla figura di “Cesare Uva (1824-1886) a 130 anni dalla morte”.

Il simposio tratterà principalmente l’importanza della figura di un artista Cesare Uva, nativo di Avellino, pittore napoletano del Diciannovesimo secolo ancora poco conosciuto dal grande pubblico, con opere diffuse in tutta Europa e in America.

Introducono i lavori: Dott. Biagio Amato (direttore Campus Academy), Arch. Ingrid Titomanlio (presidente del Club per l’UNESCO di Avellino), Ing. Ugo Marconi(amministratore MEC – Caserta), Dott. Antonio Carpentieri (consulente UCSIdi Avellino) e Dott. Pasquale Luca Nacca (presidente gruppo Facebook Artisti Irpini).

Il seminario di studi è moderato dal Dott. Vincenzo Sbrescia (cultore d’arte).

Relazionano: il Dott. Angelo Cutolo (cultore di storia locale) sul tema “Un pittore napoletano di origine avellinese”.

Conclude i lavori del simposio il Prof. Stefano Orga (critico d’arte) con una relazione sul tema “Un profilo critico-artistico di Cesare Uva”.

L’evento culturale sarà tenuto nell’aula magna del Campus Academydi Avellino, in Via G. Cascino angolo Piazza Libertà, martedì 16 febbraio 2016 alle ore 19,30.

Il simposioè organizzato dagli Amici del MdAO, con la collaborazione di: Associazione Culturale ACO di Avellino, Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali della Diocesi di Avellino, Campus Academy,Irpinia Insieme, PaxChristi di Avellino, UCSI – Unione Stampa Cattolica Italiana coordinamento di Avellino, Settore Cultura di Fare Ambiente e Club UNESCO di Avellino.

Casare Uva nacque ad Avellino il giorno 11 novembre 1824 da Lucia Argenio e Mariano (un pittore decoratore), che lo spronò ad interessarsi all’arte pittorica. Si distinse nel 1848 alla “Mostra d’Arte Irpina” con l’acquarello su cartoncino Albero invecchiato. Dal 1850 è a Napoli ove frequentò le lezioni di Gabriele Smargiassi (1798-1882) presso il Regio Istituto di Belle Arti partenopeo. Si trasferì ad abitare a Napoli, ove si sposò con Antonietta Andreani. I suoi lavori furono molto graditi dalla Corte di Ferdinando II di Borbone (1810-1859) e dall’aristocrazia napoletana. Nel 1880 aprì una bottega d’arte con il pittore Giovanni Battista (1858-1925) in Via Riviera di Chiaia al n° 266. Negli anni ottanta del Diciannovesimo secolo ottenne la Croce di cavaliere della Santa Sede da Papa Leone XIII(1810-1903), per meriti artistici, grazie alla segnalazione dell’Abate di Montevergine Dom Guglielmo De Cesare. Si spense a Napoli, sua città adottiva, il 16 febbraio 1886.

Cesare Uva esordì nel 1848 alla Mostra d’arte Irpina con l’acquarello su cartoncino Albero invecchiato. Fu invitato alla Biennale Borbonicadi Belle Arti del 1855, presso il Museo, con il dipinto Veduta di Avellino con ponte. Nel 1862 inviò alcune sue tempere all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Londra e nel 1872 un suo dipinto fu inviato all’Esposizione Internazionale di Vienna. Partecipò anche alla Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa” di Napoli dal 1862 al 1877; nel 1862 espose La Foresta Nera e Paesaggio; nell’edizione 1863, Carrara e Montagna di Monaco alla prima neve; nel 1864 propone due tempere, Campagna di Paestum e Campagna romana; nel edizione del 1865 presenta Effetto di luna e L’ultima ora del giorno;nell’edizione del 1877 presentò le tempere Le acque del Serino, Panorama di Pompei e L’ultimo giorno di Pompei.

All’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma del 1883 inviò le tempere Foresta in primavera eRitorno dalla festadi Montevergine al tramonto. Partecipò anche ad una mostra di belle arti a Milano nel 1883 ove presentò i dipinti a tempera Ritorno dalla festa, Una foresta in primavera, Un Tramonto.

Cesare Uva realizzò piacevoli vedute e marine, soggetti di vita campestre, paesaggi meridionali (soprattutto campani e laziali), rari soggetti pompeiani, pochi ritratti, rari dipinti d’arte sacra cattolica.

Le sue opere, solitamente realizzate a guazzo ed a tempera, adoperando come supporto: cartoncino e cartone pressato, molto più raramente la stoffa e la tela.

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