«Inserire queste norme nel corpo di provvedimenti oggetto di valutazione da parte del Parlamento richiede tempi e passaggi non semplici, ma resta un obiettivo sul quale lavoreremo fino alla fine della legislatura».
Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine del convegno ad Avellino dedicato agli irpini eletti 80 anni fa nell’Assemblea Costituente, rispondendo a una domanda sulle cosiddette “liste farlocche” presentate nei comuni dove non è previsto l’obbligo di raccolta firme per ottenere il permesso straordinario retribuito di un mese.
Centrodestra diviso ad Avellino
Interpellato sulla situazione politica locale — con Forza Italia e Fratelli d’Italia schierati con Laura Nargi, e Lega e Udc a sostegno di Gianluca Festa — Piantedosi ha osservato che, non essendo stata raggiunta l’unità della coalizione, «come al solito, in democrazia, la parola spetta ai cittadini».
Quanto all’ipotesi di un ricompattamento del centrodestra in vista di un eventuale ballottaggio, evocata dal coordinatore regionale della Lega Gianpiero Zinzi, il ministro non si è sbilanciato: «Se l’ha detto lui, che partecipa più direttamente alle vicende politiche e partitiche della Campania, vuol dire che sarà così».
La battuta sul voto
A chi gli ha chiesto quale dei tre candidati voterebbe, Piantedosi ha risposto con ironia: «Voterei per quello che risulterà vincitore». Ha poi aggiunto che il sindaco scelto dagli avellinesi «potrà contare sulla piena collaborazione del Governo e del ministro dell’Interno».





































