Impresa e burocrazia, presentato a Montefredane il libro di Luigi Barone.

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La burocrazia che strangola le imprese. L’ultima fatica letteraria di Luigi Barone, presidente del Consorzio Asi di Benevento, “Primo Potere”, presentata a Montefredane è stata l’occasione per porre l’accento sulla macchina elefantiaca della burocrazia che ostacola ancora in maniera eccessiva la possibilità di fare impresa nel nostro paese.

Un testo nel quale si spiega che fare impresa, in Italia, è da coraggiosi, per non dire da pazzi, soprattutto in piena pandemia. Per aprire un’attività industriale – spiega Barone – servono oltre trenta pareri, e per un esercizio commerciale il discorso è quasi lo stesso. E se pure la perseveranza dell’imprenditore supera i tanti ostacoli, non ultimo quello dei costi, con l’apertura dell’azienda i problemi possono soltanto aumentare. In Italia, un’impresa può ricevere “visite” e “verifiche”, ogni tre giorni, da parte di diciannove soggetti pubblici differenti.

L’incontro è stato introdotto da Ciro Aquino, sindaco di Montefredane, moderato da Pierluigi Melillo, direttore di Ottochannel. A dialogare con l’autore: Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno; Felice Casucci, Assessore Regionale al Turismo e alla Semplificazione amministrativa; Emilio De Vizia, Presidente Confindustria Avellino.

Per tutti gli interlocutori ora le prossime sfide per uno sviluppo che non può più aspettare saranno sui fondi del Pnrr e sulle Zes, le zone economiche speciali. “saranno il primo vero banco di prova – spiega De Vizia – se vogliamo davvero accelerare e sburocratizzare il nostro paese per aprire aziende in tempi ragionevoli”. “Come Regione – gli fa eco Casucci – stiamo aprendo la strada alla digitalizzazione e all’accesso ai servizi per cittadini e imprese in maniera semplificata”

Il sottosegretario Sibilia dal canto suo ha fatto appello all’unità di tutte le forze politiche e ha sottolineato l’esempio virtuoso della ricostruzione del ponte Morandi di Genova. “Quello della sburocratizzazione è sempre stato un cruccio del Movimento 5 Stelle e abbiamo raccolto un’eredità disastrosa e pesante. Guardiamo al Ponte Morandi. Una ricostruzione portata a termini in 10 mesi, con velocità e senza infiltrazioni. Un esempio a cui dobbiamo guardare tutti per il futuro”.

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