Donata al Museo Civico di Villa Amendola un’opera del Maestro Nicola Baratta.

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barattaamendolaMentre continua, incessante, il flusso di visitatori (scolaresche soprattutto) al Polo Museale di Villa Amendola, riaperto al pubblico lo scorso 22 febbraio, al termine dei lavori di ampliamento che hanno consentito di aggiungere all’allestimento originario, inaugurato il 10 gennaio 2014, tre nuovi spazi (la Sala Caracciolo, la Sala Conferenze e quella Multimediale), al patrimonio del Museo Civico di Avellino si aggiunge una nuova donazione.

Si tratta di un dipinto dal titolo “La Carità”, realizzato con tecnica mista su tela, cm 70 x 100, dal noto ed apprezzato artista avellinese Nicola Baratta, deceduto a Firenze il 1° maggio del 2007, città dove l’artista, classe 1945, ha trascorso gran parte della sua vita, e dove ha insegnato nei prestigiosi Istituti Statali d’Arte di “Porta Romana”, prima, e di “Palazzo Spinelli, poi.

La consegna del dipinto al Curatore del Museo Civico, lo Storico dell’Arte Alberto Iandoli, da parte della moglie del Maestro Nicola Baratta, la Signora Noberta Arminio Baratta, visibilmente commossa, è avvenuta a Villa Amendola alla presenza del fratello della signora Noberta, il prof. Piero Arminio, già Docente dell’Istituto Statale d’Arte “Paolo Anania De Luca” di Avellino e della sorella dell’artista, la signora Anna Maria Baratta.

“In qualità di Assessore alle Politiche Culturali – ha commentato Teresa Mele – non posso che esprimere il mio ringraziamento alla Signora Noberta per il prezioso dono che ha deciso di fare al nostro Museo cittadino. Da avellinese, sono felice che da oggi, in quello che l’Amministrazione comunale ha disposto che sia lo scrigno delle memorie della città, ci sia la presenza, concreta, attraverso una sua opera, di un valente artista della nostra Avellino, il Maestro Nicola Baratta. Scorrendo la sua ricca biografa ho infatti appreso che il Maestro Baratta è riuscito ad imporsi, con l’impegno e la modestia che è dei grandi, nel mondo dell’arte in generale, ed in particolare in quella che, notoriamente, è riconosciuta la città italiana per antonomasia dell’arte, mi riferisco a Firenze, dove ha trascorso gran parte della sua vita, non dimenticando mai, però, la sua città natale, la nostra Avellino”.

 

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