Santa Sofia di Benevento, presentato video 3D.

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Venerdì 10 giugno 2022, presso la sala Vergineo del Museo del Sannio, alle ore 17.00, l’Accademia di Santa Sofia, sempre nell’ambito della Stagione Concertistica 2022, condotta in sinergia con l’Università degli Studi del Sannio, ha presentato in anteprima assoluta il Video 3D sulla Chiesa di Santa Sofia, Patrimonio Unesco.

Al termine di un interessantissimo convegno dal titolo “Santa Sofia, dal rilievo alla modellazione 3D: un viaggio attraverso i secoli”, si è svolta la proiezione del documentario inedito, realizzato sulla scorta delle più recenti scoperte archeologiche, e con l’ausilio delle più innovative tecniche di ricostruzione 3D. Un progetto fortemente voluto e promosso da Accademia S.Sofia, come sempre in prima linea per celebrare la cultura e le bellezze di Benevento, e che anche in questo anno di difficile ripresa culturale, è stata particolarmente presente in città e per la città, con tutte le sue iniziative e attività.

Maria Buonaguro, Presidente “Amici dell’Accademia” ha moderato l’incontro, con gli autori del progetto, Marcello Rotili, direttore scientifico del Museo del Sannio, già Professore Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale nell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli; Enrico Babilio, Professore Associato di Scienza delle Costruzioni nell’Università di Napoli “Federico II”, e Silvana Rapuano, ricercatrice di Archeologia Cristiana e Medievale e Professore Associato, presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Anni di studio ed elaborazione del poderoso materiale raccolto con rigoroso metodo scientifico, sono confluiti, come ha spiegato il Professor Rotili, in un filmato ricostruttivo delle fasi storico-archeologico-restaurative della chiesa, per offrire a visitatori e turisti il racconto delle vicende della chiesa, basato su solidi dati archeologici e storici.

La ricostruzione dei modelli tridimensionali, descritta in maniera accattivante dal Professor Babilio, è stata realizzata attraverso programmi di computer grafica ed elaborazione immagini digitale, sulla base di certificati documenti archeologici, archivistici e iconografici, descritti con passione e dovizia di particolari dalla Professoressa Rapuano.

Il prezioso filmato scientifico-divulgativo, con testi a scorrimento e voce narrante, sarà presto fruibile stabilmente all’interno della chiesa. Le affascinanti immagini mostrano l’edificio sacro attraverso le varie configurazioni assunte nelle diverse epoche storiche, in un viaggio virtuale regressivo, nel tempo, che parte dall’assetto attuale della struttura fino ad arrivare alla rappresentazione della chiesa subito dopo la sua costruzione nell’VIII secolo.

Le fasi storico-archeologiche descritte si avvicendano in un arco di 12 secoli:

  1. la fase attuale, scaturita dall’intervento di restauro (1951-57) diretto dal soprintendente ai monumenti campani, Antonino Rusconi, che ripristinò l’originaria e originalissima struttura a stella;
  2. la fase di XIX secolo, con la struttura a perimetro circolare e cappelle disposte ai lati della facciata barocca, priva, però, della recinzione del sagrato (tutte scaturite dagli interventi condotti nella fase 3);
  3. la fase orsiniana, successiva ai terremoti del 1688 e 1702 e ai restauri promossi dall’arcivescovo Cardinale Vincenzo Maria Orsinì (papa Benedetto XIII dal 1724 al 1730) per porre riparo ai danni subiti dalla chiesa. Si può vedere la modifica dell’originaria architettura alto medievale (con pianta a forma di stella) e il perimetro circolare voluto da Orsini ed eliminato da Rusconi negli anni 1951-57; sono inoltre rappresentate la nuova cupola contenuta dal tiburio ricostruito dopo il 1688, alto circa il doppio di quello originale e la recinzione muraria di forma ellittica che chiudeva l’area antistante la chiesa e che è documentata da resti archeologici e da un acquerello di Carlo Labruzzi (1748-1817). La recinzione venne eliminata agli inizi dell’Ottocento e quindi non compare nella fase 2;
  4. la fase di XI-XIII secolo, per la quale sono rappresentate, costruzione del campanile (1038 circa) per opera dell’abate Gregorio junior (campanile che crollò nel 1688) e i restauri promossi dall’abate Giovanni IV che intorno alla metà del XII secolo fece costruire il chiostro romanico, modificato dopo vari terremoti;
  5. la fase dell’ VIII secolo, con l’originario impianto a stella della chiesa e il nartece distrutto dal terremoto del 1688 e non ricostruito nella fase 3.

Alla realizzazione dell’opera, ha collaborato il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università di Napoli Federico II.

Sono intervenuti per i saluti iniziali: Salvatore Palladino, Presidente Accademia di Santa Sofia e Marcella Parziale, Direttore artistico Accademia di Santa Sofia. Patrizia Vicari ha preso la parola in rappresentanza del Prefetto di Benevento Carlo Torlontano. Grande riconoscenza e apprezzamento sono stati espressi da Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura Comune di Benevento e Presidente Associazione Italia Langobardorum; e da Angela Maria Ferroni, del Segretariato Generale – Gestione dei Siti UNESCO – Ministero della cultura, responsabile e promotrice proprio del riconoscimento Unesco per Santa Sofia.

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